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Libere tutte

Spettacolo contro il femminicidio, per non dimenticare….

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Il Femminicidio è un neologismo che indica ogni forma di discriminazione e violenza rivolta contro la donna in quanto appartenente al genere femminile.
Il neologismo è salito alla ribalta delle cronache internazionali per i fatti di Ciudad Juarez.
Dal 1999 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha reso istituzionale il 25 novembre invitando governi, organizzazioni e media a sensibilizzare la società sulla violenza di genere, decretandola la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.

Centosedici donne uccise da mariti, fidanzati, compagni o altri familiari. Una ogni tre giorni.
Nel 2015 il tragico bilancio si era fermato a quota 128, ma il lieve calo non può essere assolutamente una consolazione.

Il primo agosto 2014 è entrata ufficialmente in vigore la Convenzione sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica - meglio nota come "Convenzione di Istanbul" - adottata dal Consiglio d'Europa l'11 maggio 2011.
La Convenzione ha l'obiettivo di: proteggere le donne da ogni forma di violenza e prevenire, perseguire ed eliminare la violenza contro le donne e la violenza domestica;
contribuire ad eliminare ogni forma di discriminazione contro le donne e promuovere la concreta parità tra i sessi.
L’articolo 66 della Convenzione prevede l’istituzione di un Gruppo di esperti indipendenti che ha il compito di monitorarne l’attuazione da parte degli Stati membri.

In Italia oramai da molti anni, sono nati molti centri, per aiutare, sensibilizzare , ma anche per “educare” culturalmente le persone a queste atrocità.
L’indifferenza, la scarsa attenzione, portano spesso le donne a non denunciare e non solo.

Quest’anno il giorno della celebrazione all’opposizione alla violenza che viene fatta sulle donne,
l'Associazione di volontariato Talea, unitamente al gruppo teatrale "Donne coraggio", hanno messo in atto lo spettacolo dal titolo LIBERE TUTTE! Con la regia di Lucia Padovani.
Quattordici donne che hanno dato voce a storie vere di donne che nella storia e nei nostri tempi ce l’hanno fatta ad uscire da situazioni e condizioni complicate, senza parlare di violenza ma di coraggio, di unione, di amore, di positività.
Uno spettacolo straordinario, che ha saputo coinvolgere per due ore il pubblico presente, intervallato da balletti, canzoni rap, ed una parte maschile con una band e la comicità di tre tenori, con il finale la canzone “Gli spari sopra” di Vasco Rossi arrangiata in modo eccellente
Un giusto messaggio per cercare di cancellare quel tipo di cultura antica, medievale, primitiva che non ha più senso di esistere.

NON CREDI CHE SIA INCONCEPIBILE CHE NEL 2016 POSSANO SUCCEDERE QUESTE CRUDELTA’?

LUCIA. E’ inconcepibile, per la crudeltà con cui succedono…
Sono sempre esistite, purtroppo, ma oggi risaltano maggiormente perché è diventato inammissibile.

IL GRUPPO DONNE CORAGGIO QUANDO E’ NATO?

LUCIA. E’ nato circa un anno e mezzo fa, in occasione dello spettacolo FERITI A MORTE  andato in scena nel marzo del 2015.
Nacque quindi per la volontà di portare il messaggio di risvegliare le coscienze, ma in particolare per denunciare il femminicidio.

QUAL’E’ LA DIFFERENZA, IL MODO IN CUI VENIVANO AFFRONTATE QUESTE SITUAZIONI IN PASSATO?

LUISA. Erano, forse, più socialmente accettabili; Erano situazioni quotidiane e per amore della famiglia, non le si dava il giusto peso.

QUALI SONO LE COSE DA FARE PER FAR SI CHE CULTURALEMNTE POSSANO CAMBIARE LE COSE?

LUCIA. Il coinvolgimento da parte di tutti, uomini e donne. Soprattutto uomini, perchè sono pochi quelli che si espongono, che riescono ad ammettere di avere un problema e riconoscerlo è già un grosso passo avanti. Esistono centri per gli uomini MALTRATTANTI a Firenze e non solo, ma ci vuole anche un coinvolgimento più importante da parte delle donne non coinvolte, perché tristemente dico che c’è ancora troppa indifferenza.
La cosa da evidenziare è che a chiunque può succedere, dalla donna più aristocratica a quella meno ricca, perché poi entriamo in delle dinamiche da cui è difficile uscirne.

LUISA. Lo scopo del gruppo è proprio questo, coinvolgere anche chi pensa “ a me non succederà mai”, perché questo atteggiamento alla fine non paga mai. E anche se può pensare di gridare nel deserto, qualcosa dobbiamo fare perché passare sotto silenzio è essere complici.

LUCIA. Il messaggio deve cambiare, non siamo delle vittime e dobbiamo convincerci che possiamo uscirne fuori, con il sodalizio, l’aiuto delle donne.
Il messaggio nostro è “le donne si devono unire”, devono essere più compatte.
Un proverbio cinese dice “ tre stuzzicadenti si possono spezzare, ma un mazzo non lo spezzi.”.

IL VOSTRO PROGETTO E’ NATO DA POCO, MA POSSIAMO GIA’ TRARNE QUALCHE RISCONTRO?

LUCIA. La prima sera che ci siamo incontrati con il gruppo di auto aiuto eravamo 27 ed è stato un successo. Nella speranza che gli scopi e gli intenti dell’associazione possano essere portati avanti, se si riuscisse a formare un vero gruppo, come detto le donne non riesci a spezzarle.

LISA PERTINI. In questo momento che forse qualcosa, anche se poco e piano piano, si sta muovendo, c’è bisogno che le donne si facciano ulteriormente forza perché c’è il rischio che tutto possa tornare peggio di prima e sarebbe la rovina più assoluta ed  in un mondo prettamente maschilista, le donne devono uscire allo scoperto.


LIBERE TUTTE regia di Lucia Padovani
Interpreti:
Lucia Padovani parla di Orianna Fallaci
Irene Tombelli interpreta “Io sono Eva signore” di Mariarita Parsi
Anna Congiu interpreta il suo balletto “La mia strada”
Francesca Biagini storia di Beccaria
Luisa Marotta -  Ruby Bridges
Mariagrazia Fortino -  Mary woll Stonecraft
Roberta Agostini – Nunziatina Ricciotti
Lila Re – Alice Ceresa
Mariella Lay – Michela
Alessandra Paesano – interpreta la sua canzone “Esame di coscienza”
Tiziana Messina – Carolina Alienti Lattanzi
Sara Bellucci – Shannon Galpin
Chiara Pacini – Silvia
Lisa Pierattini – Brano “Dove sei donna”
Il trio tenori – R. Franchi, L. Grazzini, R. Marchionne
La Band – D. Antonelli, J. Anotnelli, L. Marsili, S. De Blasio

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