Khorakhané per la partita dei campioni unici Unicef

I Khorakhanè protagonisti all’Olimpico di Roma

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 25/12/2015 in Musica e spettacolo da Nicola Convertino
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Nicola Convertino

I Khorakhanè si sono esibiti all’evento benefico tenutosi all’Olimpico di Roma “La Partita dei Campioni Unici per Unicef”. Prima del calcio d’inizio i 6 ragazzi emiliani hanno eseguito “Adriatica”, un brano tratto dal loro nuovo Album, vivendo una doppia emozione; quella di calcare le scene di una delle location più ambite da tutti i musicisti italiani e quella di aiutare l’Unicef nella campagna di raccolta fondi per “Bambini in Pericolo”.

Tante emozioni e tanti incontri nei corridoi dell’Olimpico; Da Lino Banfi a Samantha Cristoforetti, Pippo Inzaghi, Jimmy Ghione, Aldo Montano, Ciro Esposito, Giorgio Pasotti, Luca Zingaretti, Nino D’Angelo, Pino Insegno, Sebastiano Somma, Ninetto Davoli, Enrico Lo Verso, Tony Santagata, Fabrizio Miccoli e tanti altri, tutti solidali per la beneficenza e pronti ad entrare in campo, ma prima c’è stata la musica, quella dei Khorakhanè; l’immancabile fisarmonica, il violino, la voce graffiante e la presenza scenica di questi ragazzi che dal Sanremo 2007 hanno proseguito un cammino importante, con scelte difficili che determinano il cammino di un Artista, d’altro canto  le scelte sono una costante nella vita artistica di tutti, alcune sono facili, altre certamente più difficili, tali da determinare il proprio futuro musicale.

I khorakhanè hanno scelto la qualità, hanno scelto la cura del particolare, a volte tralasciando l’eccessiva commerciabilità dei brani…ma la musica è fatta di istinti, di momenti da imprimere nello spartito e non ti fa pensare a quello che piace al direttore artistico di una radio ma pensi solo a trasmettere “l’emozione”, quel momento esilarante che permette la differenza tra una canzonetta e una canzone che punta direttamente all’anima. Questi ragazzi emiliani sono vicini alla maturità musicale che gli permette di vivere “il momento” e l’abbiamo percepito all’Olimpico quando hanno attaccato con “Adriatica”, quindi ciò dimostra che se trasmetti “l’emozione” non necessariamente si devono fare le “canzonette”.

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