Dopo Draghi, Di Maio incontra Gianni Letta. Anzaldi (Iv): "Giochi di palazzo sulla pelle degli italiani"

pubblicato il 12/07/2020 in Mediatech da Marco Zonetti
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Marco Zonetti
Gianni Letta

Gli "incontri ravvicinati del grillino tipo", secondo la nostra definizione, continuano. Dopo quello mai smentito di Giuseppe Conte con Silvio Berlusconi e con l'Ad Rai Fabrizio Salini - una triplice intesa volta a favorire Mediaset togliendo la pubblicità dalla Rai, allo scopo di salvare con i voti di Forza Italia il Governo Conte in caso di scissione grillina e di prolungare il mandato di Salini a Viale Mazzini - e dopo l'abboccamento segreto (poi trapelato grazie all'Adnkronos) fra Mario Draghi e Luigi Di Maio di cui abbiamo parlato a profusione qui, ecco che il Ministro degli Esteri pentastellato incontra anche Gianni Letta.

Intervistato dalla Stampa, Michele Anzaldi, Segretario della Vigilanza Rai e Deputato di Italia Viva, commenta duramente tutto questo giro di rendez-vous più o meno segreti nei quali sono impegnati i grillini (che hanno costruito il proprio consenso stigmatizzando proprio questo tipo di tête-à-tête politici). “Purtroppo sulla pelle degli italiani si fanno giochi di palazzo" dichiara l'On. Anzaldi. "Conte fa di tutto per restare a Palazzo Chigi. Di Maio incontra Draghi e fa di tutto per farlo sapere per ottenere dal premier obbedienza su Autostrade e altri capisaldi del voto populista. Come dire: ‘Se non fai come dico io, è già pronta un’altra soluzione e ho i voti di Forza Italia’”.

“Nella guerra per il potere" prosegue il Segretario della Vigilanza Rai, "Rocco Casalino da Palazzo Chigi ci mette un secondo a cambiare strategia e, per esempio, scatenare una campagna mediatica contro Draghi. Sono tutti movimenti sulla pelle degli italiani, mentre c’è il rischio concreto che a settembre non si riesca a riaprire le scuole e ci si è sbarazzati anche dell’Anac”.

Sulla natura degli abboccamenti sopra descritti, il giudizio dell'On. Anzaldi è perentorio: “Questo è il momento degli incontri in cambio di qualcosa, Berlusconi non parla in nome di ideali, sullo sfondo ci sono intese pratiche come quella che lascia alla tv privata la pubblicità e a quella pubblica solo il canone. Prima Conte ha incontrato Berlusconi, poi Di Maio ha visto Gianni Letta. Attenzione perché se si dice che non c’è più l’emergenza, cade tutto. Per esempio non si potranno comprare i nuovi banchi per le scuole. Decade tutto e bisogna fare bandi e selezioni. Alcuni provvedimenti sono specchietti per le allodole, altri reggono tutto il sistema dell’emergenza”.

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