Conte inciucia con Cairo, Berlusconi e Salini per favorire Mediaset e La7? Anzaldi (Iv): "Deriva inaccettabile"

L'Ad Rai e il Premier si sarebbero incontrati per discutere la riforma della Governance dell'azienda... e per prolungare il mandato dei vertici

pubblicato il 27/06/2020 in Mediatech da Marco Zonetti
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Marco Zonetti

Rai sempre più nell'occhio del ciclone, non solo per quanto riguarda l'indebitamento, la fuga degli investitori pubblicitari, gli ascolti a picco, le polemiche aspre fra conduttori, che prefigurano situazioni di mobbing, lo strapotere degli agenti televisivi mai arginato, l'evidente incertezza dei vertici, ma anche per nuovi inquietanti episodi che, se confermati, getterebbero una ancor più livida luce su Viale Mazzini.

E' Michele Anzaldi, Segretario della Vigilanza Rai nonché Deputato di Italia Viva, a denunciarli. Venuto a conoscenza delle indiscrezioni trapelate relativamente a un presunto incontro fra il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e l'Ad Rai Fabrizio Salini per riformare la governance Rai e allungare il mandato degli attuali vertici Rai, nominati per giunta con Matteo Salvini al Governo, tuona su Facebook: "Se fossero confermate, saremmo di fronte ad un episodio gravissimo che lede le prerogative del Parlamento: i presidenti Fico, Casellati e Barachini dovrebbero subito intervenire. Se un episodio del genere fosse successo con Berlusconi, sarebbe successo il finimondo"

E ancora: "L’eventuale riforma della governance del servizio pubblico è una competenza del Parlamento, che ha l’obbligo e il dovere di tutelare il pluralismo dell’informazione. Se davvero il presidente del Consiglio pensasse di riformare la Rai parlando con tutti, compresi imprenditori privati e agenti, tranne che con il Parlamento, andrebbe peraltro contro la legge.
L’eliminazione della pubblicità dalla programmazione Rai è ormai sempre più doverosa per due motivi: da una parte eliminare l’alibi dei contratti faraonici, degli sprechi e dello strapotere degli agenti, dall’altra la necessità di dare un aiuto concreto all’intero sistema dell’informazione, ridistribuendo le risorse che ora vanno alla Rai sotto forma di pubblicità su tutti gli altri soggetti, con precisi tetti: carta stampata, web, tv locali. Si tratta di diverse centinaia di milioni di euro che devono andare a tutti e non solo ad alcuni".

"Se Conte pensa di fare inciuci con Berlusconi e Cairo per favorire Mediaset e La7" conclude l'On. Anzaldi, "sperando così di puntellare la sua poltrona con uno scambio politico, come scrive un cronista autorevole e informato come Francesco Verderami sul Corriere della sera, saremmo di fronte ad una deriva inaccettabile". 

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