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Distanza di fuga: un saggio sull’analisi della distanza in un’ottica interdisciplinare

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L’opera Distanza di fuga, scritto da Luigi Torsello, è stata pubblicata dal Gruppo Editoriale WritersEditor nell’agosto 2026. Il saggio esplora il concetto di distanza attraverso una prospettiva interdisciplinare, unendo filosofia, psicoanalisi, antropologia e teorie sociali. L’edizione, che include una prefazione di Lucia Mouliou e una postfazione di Matteo Greco, laureando in sociologia, crimine e devianza, si presenta come un’analisi critica e riflessiva su come la distanza influenzi relazioni umane, strutture culturali e dinamiche di potere.

Il saggio si distingue per la sua capacità di collegare temi apparentemente distanti, come la prossemica di Edward T. Hall e le dinamiche di controllo sociale, con l’idea di distanza come “terreno di libertà, potere e cura reciproca”. Torsello sviluppa il concetto di “distanza di fuga” come strumento di analisi per comprendere come le culture organizzino la vicinanza e la lontananza, nonché come queste distanze siano codici sociali e simbolici. L’approccio è sia teorico che applicativo, con riferimenti a contesti concreti come spazi urbani divisi, mura, confini e esclusioni professionali.

Un aspetto centrale del lavoro è l’analisi della distanza come struttura culturale e biologica. Torsello esplora come il “microspazio del corpo” e le “categorie di prossimità” siano costruiti attraverso interazioni sociali e norme. La distanza, in questo senso, non è solo fisica, ma anche emotiva e simbolica, rappresentando un linguaggio invisibile che regola le relazioni tra individui e collettività. L’autore si sofferma anche su come la distanza possa essere un’arma psicologica, utilizzata per escludere, dominare o resistere, in contesti che vanno dalla segregazione sociale alla pedagogia della subordinazione.

Il saggio si arricchisce di una prospettiva filosofica e mitologica, rileggendo la distanza come “tecnologia dell’identità” e “arché simbolico”. Torsello analizza come le distanze storiche e simboliche siano state strumentalizzate per costruire ordini sociali e cosmici, ma anche come possano essere rilette in chiave critica per immaginare nuovi modi di relazione. L’opera si conclude con una riflessione su come la distanza, pur essendo un concetto complesso, possa diventare un punto di partenza per comprendere le tensioni tra inclusione ed esclusione, libertà e controllo.

 Distanza di fuga rappresenta un contributo significativo al dibattito accademico e sociale, offrendo uno spazio per interrogarsi su come le distanze, fisiche e metafisiche, plasmino il nostro rapporto con il mondo. La pubblicazione del Gruppo Editoriale WritersEditor è un’occasione per approfondire un tema di attualità, attraverso un’analisi che unisce rigore scientifico e profondità filosofica.

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