Quattro chiacchiere con i Tazenda, la band rock più famosa d'Italia

Si sono esibiti con i big della musica italiana, e hanno portato la Sardegna in giro per il mondo con le loro canzoni in lingua sarda

pubblicato il 27/11/2014 in Interviste da Desirè Sara Serventi
Condividi su:
Desirè Sara Serventi

A gran voce la si può definire la band rock più famosa d’Italia. Orgoglio della Sardegna e non solo. I Tazenda sono un gruppo che in questi anni si è imposto all’attenzione del pubblico grazie a uno stile musicale originale e coinvolgente. Hanno portato la Sardegna in tutto il mondo attraverso le loro canzoni in lingua sarda. Nicola Gigi e Gino oltre ad essere dei grandi professionisti, hanno la consapevolezza che l’umiltà è un elemento fondamentale nell’ambiente musicale. Tale maturità permette loro di abbattere ogni barriera tra artista e pubblico, e di interagire con efficacia e naturalezza con i loro fans. Amichevoli, simpatici, disponibili ad avvicinarsi al pubblico senza alcun genere di sovrastruttura tipica del divismo. Le loro canzoni dai ritmi ancestrali riscaldano e coinvolgono sia i giovani che i meno giovani, perché la loro produzione musicale è capace di comunicare forti emozioni a tutte le generazioni. Tanti i big con cui hanno collaborato creando un connubio perfetto di alto livello artistico, come quello recentissimo con i Modà a Cagliari. I Tazenda hanno accettato di essere intervistati e di raccontare il loro percorso artistico.

Che ricordo avete del vostro esordio?
Gino: Il nostro esordio è stato Sanremo Rock nel 1988. C’era tutto il rock vero italiano: Litfiba, Diaframma, CCCP, Violet Eves, Avion Travel etc, abbiamo capito subito di avere in mano un sound originale che era al contempo alternativo e popolare.

Quanti sacrifici avete dovuto fare per arrivare, ad essere riconosciuti come uno dei primi gruppi di “rock etnico” in Italia?
Gino: I sacrifici e gli sforzi li abbiamo fatti nella gavetta degli anni ottanta suonando nelle piazze, ma anche come band di Gianni Morandi in giro per il mondo.

Voi avete portato la Sardegna in tutto il mondo attraverso le vostre canzoni in lingua sarda e siete la band di folk rock più famosa d’Italia. A parer vostro in questo lavoro che ruolo gioca l’umiltà?
Nicola: L’umiltà è quel grado di consapevolezza che ti permette di crescere ed imparare ininterrottamente, facciamo un mestiere molto particolare nel quale la partecipazione è quasi tutto, e se non partecipi, non sei umile, o perlomeno lo sei poco. E professionalmente e personalmente, arrivano solo le persone vere. L’umiltà e l’onestà stanno alla base.

I “ Tazenda”, da dove viene la scelta del nome?
Gigi: Il nome è stato preso da Seconda Fondazione, un romanzo di Isaac Asimov. In questo romanzo ha un ruolo molto importante il pianeta Tazenda il cui nome deriva dalla locuzione inglese Star’s End (dove finiscono le stelle).

Il complimento migliore che vi è stato fatto?
Nicola: Voi tre non rappresentate una regione, voi tre rappresentate un popolo.

La peggior critica?
Gino scherzosamente strizza l’occhio e dice: Solitamente ci fanno un sacco di complimenti!

Quale è il brano a cui siete più affezionati e per quale motivo?
Gigi: Personalmente “Frore in su Nie” è la canzone dei Tazenda per eccellenza, un capolavoro, anche se sto di parte, mi ricorda Andrea.

Voi avete collaborato con artisti del calibro di Eros Ramazzotti, Francesco Renga, Pierangelo Bertoli, Francesco Silvestri dei Modà, etc. ma tra questi big non compare nessun “ rapper” come mai?
Nicola: E’ nei nostri progetti, sono quelle cose che non programmi ma che ti incuriosiscono, aspettiamo l’occasione giusta.

Quale è l’artista con cui potete dire di aver avuto la migliore collaborazione?
Gino: Siamo stati talmente fortunati dall’aver lavorato benissimo con tutti. Forse quello personalmente più significativo è stato Fabrizio De Andrè.

Volete parlare della collaborazione con i Modà “ Il respiro del silenzio”, la canzone si è dimostrata un grande successo?
Nicola: E’ stata una ripartenza straordinaria, prima con “Il Respiro” con Mogol e poi con “Cuore e Vento” coi Modà. A modo loro ognuno dei due, parte storica ormai della musica italiana. Fantastico, se me l’avessero detto non ci avrei mai creduto, sul serio.

Avete definito “ Il respiro del silenzio” una canzone tosta, per quale motivo?
Gigi: E’ vero, tosta, anzi tostissima per l’intensità del testo che unito alla linea melodica ne fa una grande canzone. Una canzone assolutamente capace d’immedesimarti nello stato d’animo del testo ammesso che tu ne abbia la sensibilità.

Volete spiegare il testo della canzone e quale è il messaggio che volete trasmettere?
Nicola: Beh dovresti chiedere meglio a Mogol. Scherzi a parte, ultimamente le canzoni non si spiegano, le si lasciano indossare a chi l’ascolta col massimo della libertà. Le persone prendono le canzoni e le fanno loro. Questo è il bello. E’ comunque una canzone estremamente profonda nella quale un messaggio c’è. La vita è senz’altro migliore quando la tua anima si sente protetta.

Nel 2013 alla band formata da Gino Marielli e Gigi Camedda si aggiunge Nicola Nite, chi ha deciso di contattarlo come nuova voce del gruppo?
Gigi: Nicola ci è stato proposto dal chitarrista della nostra band Massimo Cossu, col quale ha lavorato in svariate occasioni.

Che caratteristiche ha Nicola che alte voci non avevano per far parte dei Tazenda, cioè cercavate solo caratteristiche vocali particolari o anche caratteriali?
Gino: Cercavamo chi potesse rappresentare una storia importante assumendosene tutte le responsabilità del farla propria e nel contempo che fosse credibile nel farlo sia come uomo sia come musicista. Nicola è questo.

Quali sono i luoghi dove preferite esibirvi, piazze, teatri, etc. e per quale motivo tale scelta?
Gigi: Non abbiamo chissà quali preferenze, la differenza la fa sempre il pubblico per il quale suoni non tanto dove suoni.

Questo è un anno di grandi successi per i Tazenda, ci parlate della seconda collaborazione con Francesco Silvestri dei Modà, la canzone “ Cuore e Vento”, si è dimostrata subito un trionfo, una canzone degna di due grandi gruppi.
Nicola: Si è assolutamente una canzone meravigliosa, quando Francesco ce la propose accettammo subito senza nemmeno averla sentita, sapevamo sarebbe stata bella. Cuore e Vento ha riportato i Tazenda all’orecchio della massa, è un privilegio che proteggiamo giorno dopo giorno, e così la canzone in se che a prescindere dal suo valore commerciale ha per noi un enorme valore personale acquisito nel tempo. Intensa nel canto. Leggere il testo e capirne la dolcezza intera pur trattando di una terra sommersa dalle difficoltà, non poteva che essere un trionfo scusate.

Volete svelare qualche nuovo progetto?
Gigi: Sono troppi, ne facciamo troppi, la lista sarebbe troppo estesa. Scherzi a parte ancora siamo in fase di avviamento di alcuni progetti che però, ci teniamo ancora un pochino per noi. Solo un pochino promesso. Quando si svela l’identità di un progetto si è pronti alla responsabilità del successo e dell’insuccesso dello stesso. Deve solo arrivare il momento della consapevolezza.

Nicola, mi racconti qualcosa che riguarda Gino?
A Ginetto prende sempre male il telefono e quando saliamo sul palco mi tira da dietro!

Gino mi dici qualcosa a proposito di Gigi?
Gigi dimentica gli oggetti personali, a volte dimentica di avere dimenticato. Quando sale sul palco sente ancora le farfalle nello stomaco.

Nicola non pensare di scampartela! Gigi mi dici qualcosa che riguarda Nicola?
Se ti arriva un sms alle quattro e un quarto del mattino con la trascrizione di un dialogo comico fra Totò e Peppino e ti chiedi chi è? Ovviamente è Nic! Prima di salire sul palco gli sudano talmente le mani che quando ci diamo il cinque ci lava tutti quanti.

Ragazzi volete dare un consiglio a tutti quei giovani che vogliono intraprendere questo lavoro?
Unanime: Siate umili, onesti e credeteci sempre.

Le date dei prossimi tour?
Gino: Veniamo da un tour molto faticoso quest’anno, abbiamo girato moltissimo. Ora recuperiamo un po’ di energie abbiamo partecipato al Cuore e Vento Live dei Modà a Cagliari con la nostra canzone poi presumo che torneremo coi live per le feste.

I Tazenda a livello artistico si possono definire senza troppi giri di parole, l’orgoglio della Sardegna!

 

 

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password