Khadijatou chiede l'arresto di suo stupratore capo di Polisario ritornato in Spagna con nome falso

Scandalo politico-giudiziario. Spagna vuole proteggere un criminale convocato nel 2016 dalla giustizia per genocidio, tortura, stupro, sequestro e terrorismo?

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 01/05/2021 in Interviste da Belkassem Yassine
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Belkassem Yassine
Khadijatou Mahmoud e suo stupratore Brahim Ghali alias Mohamed Benbatouche

Da 11 anni Khadijatou Mahmoud continua a denunciare Brahim Ghali in varie sedi internazionali e saharawi. Ecco le grandi linee dell'articolo pubblicato dal quotidiano Razon, nella sua edizione di sabato primo maggio 2021, sotto il titolo: "Dramma nel Sahara: avevo solo 18 anni, ero vergine. Brahim Ghali mi ha stuprata."
La donna denuncia suo stupratore, l'attuale capo del Fronte Polisario e presidente della fontoche repubblica "saharawi" in Algeria, lo stupro è avvenuto nell'ufficio di Brahim Ghali allora rappresentante del suo gruppo separatista in Algeri: "Mi ha stuprata quando sono venuta per chiedere un visto per andare in Europa", afferma Khadijatou Mahmoud.
La giovane donna è nata nel luglio 1991 nei campi di Tindouf in Algeria e dal 1996 ha partecipato al programma "Vacanze in Pace". Tornava  spesso nei campi per visitare la sua famiglia biologica, approfittando per lavorare come traduttrice per le ONG a Rabuni.
"Avevo 18 anni quando Brahim Ghali ha abusato sessualmente di me. Ero vergine. e' la cosa peggiore che possa succedere ad una donna, soprattutto nella nostra società fortemente conservatrice. Lo stupro ha avuto luogo in occasione di uno strano incontro ai servizi consolari alle 19.00."
Completamente disorientata, Khadijatou si è recata da un medico privato, accompagnato da un'amica.
Dopo aver ritrovato le sue menti, Khadijatou ha raccontato la sua disavventura alla madre biologica, la quale le ha raccomandato di non denunciare il suo stupratore e di non cercare problemi che rischierebbero di rovinare il suo onore. Di ritorno in Spagna, ha preso il coraggio di fare due passi e nel 2013 ha sporto denuncia presso l'Udienza Nazionale.
Khadijatou gode dello status di apolide, anche se vive con i suoi genitori adottivi spagnoli. Tale situazione ha costituito, a suo parere, un ostacolo al momento di adire la giustizia, in quanto i fatti si sono verificati in Algeria e il suo stupratore è saharawi; nel 2018 l'Udienza Nazionale ha respinto la denuncia.
Khadijatou non si arrende e spera che, dopo l'intervento del movimento #MeToo e il caso di stupro chiamato "la Manada", la sua futura denuncia contro Ghali sarà accettata.
Khadijatou dice di vivere con la speranza che un giorno gli venga fatta giustizia.
La presenza di Ghali in Spagna gli ha fatto rivivere il suo calvario. "Non trovo il sonno da diversi giorni; non riesco a capire come questo signore possa essere entrato in Spagna impunemente. E' un criminale", spiega Khadijatou.
Per Khadijatou, è il momento giusto perché le autorità spagnole lo arrestino o gli proibiscano di lasciare il territorio, poiché è oggetto di procedimenti giudiziari per diversi casi, non essendo l'unica persona a denunciarlo.
La Spagna vive in questi giorni uno scandalo politico-giudiziario senza precedenti. Vuole proteggere un criminale internazionale con identità falsa? Brahim Ghali è munito di un nome falso e passaporto algerino perché il 19 novembre 2016 era convocato dalla giustizia per rispondere alle gravi accuse di genocidio, tortura, stupro, sequestro e terrorismo.
Il governo di Sanchez dovrà rispondere alle domande all'Unione  europea all'Onu e l’opinione pubblica spagnola ed internazionale su questo scandalo politico-giudiziario. 

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