Antonio Veneziano: “Fare l’attore non è una professione, ma una vocazione!”

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 01/02/2021 in Interviste da Giuseppe Nappa
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Giuseppe Nappa

Come e quando inizia la tua carriera artistica?

 

Beh… è una storia lunga … 

Io ho un papà che da quando sono nato mi ha sempre educato al bello e all’arte…era il suo modo di essere, di fare e di educare.

Immagina un bambino piccolo di 8 o 9 anni a cui viene fatta ascoltare la musica classica e che viene portato nei musei, alle mostre.

Ti faccio un esempio di una mia domenica tipo: dopo la messa ci fermavamo in chiesa (che ogni volta non era mai la stessa) e mio padre prendendomi per mano mi faceva visitare ogni centimetro dell’edificio, mi parlava dello stile, della costruzione.

Mi descriveva gli archi, mi mostrava l’organo a canne sulla balconata, mi mostrava le tecniche pittoriche dei dipinti e mi traduceva dal latino le iscrizioni sulle pareti.

Per un bambino immagina la noia, ma mio padre aveva uno stile tutto suo di raccontare e spiegare ed una passione tale che non potevi dirgli di no. 

Con quella stessa passione mi portava in giro per le campagne in bicicletta e mi parlava della Natura, sembrava sapesse tutto delle piante, dei frutti, degli insetti… di tutto… 

Non sai quante volte la mattina veniva a svegliarmi accendendo lo stereo mettendo la quinta sinfonia di Beethoven a tutto volume…  

Grazie a questa sua passione per il “bello” ho cominciato a curiosare da solo scoprendo il mio primo amore: la musica!

Mi piaceva andare in edicola comprare qualche cd di musica classica in uscita con delle riviste, poi correvo a casa, accendevo lo stereo mettevo le cuffie (per ascoltare bene e non perdermi nulla) e lo ascoltavo per un numero illimitato di volte. Anche la notte se mi andava e per giorni e giorni…poi quando ne avevo compreso ogni piccolo dettaglio, quando avevo riconosciuto la partitura di ogni singolo strumento allora tornavo in edicola e ne compravo un altro. 

Ho mantenuto questa forma di studio involontario per qualche anno cambiando generi musicali e stili fino poi a scoprire il canto. Un giorno guardando la tv, vidi un cantante che presentava il suo nuovo disco, mi pare fosse Zarrillo … quella canzone (Cinque giorni che t’ho perso) corsi subito a comprare il cd…

Ho cominciato così a cantare, canticchiando per emulazione i cantanti che ascoltavo per radio o dei quali avevo comprato un cd.

Così è iniziata la mia vita nello spettacolo.

La prima scuola di canto la trovammo grazie ad un volantino… era a Casapulla, in provincia di Caserta, dove la mia prima insegnante di canto fu Jenny Sorrenti la sorella di Alan famosa come cantante di musica Etnica.


Fino ad ora mi hai parlato di canto. Ma allora dove salta fuori la recitazione?

Adesso ti racconto un’altra storia, cercherò di essere breve ma d’altra parte a domanda segue risposta…se mi avessi chiesto cosa ho mangiato a pranzo ieri avremmo fatto prima…(rdr).

Allora torniamo alla vocazione per il teatro e la recitazione in genere…

Siamo rimasti al mio studio del canto, infatti in quel periodo tra i 15 ed i 17 anni cantavo in giro avevo un paio di band con cui facevamo serate, insomma non mi mancava nulla… 

Un giorno però al liceo una mia compagna di classe, su suggerimento della professoressa di Filosofia, scrive in qualche modo un testo brillante “una commedia” che parlava in modo ironico, in una sorta di Vaudeville, di tutta la filosofia greca.

La prof entusiasta del manoscritto ci propone di metterlo in scena e di presentarlo al preside… Ebbene ecco il mio primo personaggio ero Protagora il sofista…

Questa “interpretazione” piacque molto alla profossoressa che mi disse… “ Sai Antonio saresti un bravo attore” … Io non sapevo nemmeno cosa fosse un attore e cosa dover studiare per diventarlo…Beh quello stesso spettacolo piacque davvero tanto al nostro preside che decise di partecipare ad un concorso scolastico di teatro che si teneva in Sicila, fu la mia consacrazione  al teatro! In quell’occasione mi venne riconosciuto anche un premio come migliore attore.

Come ti dicevo prima non sapevo cosa significasse essere un attore…ho iniziato girando con compagnie amatoriali.

Nel frattempo dopo aver studiato canto per qualche anno, dopo aver fatto teatro (seppur amatoriale) decido di arruolarmi… studio per entrare nell’Accademia della marina a Livorno, ma purtroppo non risulto idoneo. Grazie ad una ragazza conosciuta alle selezioni decido di trasferirmi con lei a Trieste, perché lei voleva studiare Biologia marina ed io l’ho assecondata.

Arrivato lì  nell’indecisione più totale, cercando dentro di me ritrovo quell’amore per il bello e per l’arte che mi aveva trasmesso mio padre e decido così di iscrivermi a Lettere, dove poi al momento dell’iscrizione mi offrono la possibilità di seguire l’indirizzo “spettacolo”, oggi Dams.

Il primo giorno di accademia mi rendo conto che i banchi sono tappezzati di volanti, mi siedo e ne prendo uno e leggo “ Accademia Teatrale del teatro Stabile privato di Trieste, formazione professionale per attori” 

Non sapevo cosa o chi cercassero, sta di fatto che sono corso fuori dall’aula ed ho subito chiamato, di lì a poco avrebbero fatto delle audizioni per ammettere al corso di studi 15 giovani aspiranti attori…. 

Inutile dirti che mi sono preparato e che l’esito dell’audizione è stato positivo.

Da quel momento ossia dall’ottobre 2004 comincia la mia formazione professionale ed inizia la mia carriera da attore.

 

Hai fatto tanto per il teatro e la tv cosa ti affascina o ti emoziona di più?

Non ho fatto tanto per il teatro, ma è stato il teatro a fare tanto per me… Come ti ho raccontato prima, la mia vocazione a questo mestiere è direi quasi atavica!

In accademia mi hanno insegnato sia gli strumenti per praticare la professione che l’attitudine all’essere un professionista dello spettacolo… All’inizio della mia giovane carriera mi ero ripromesso di fare solo teatro, con superbia ho sempre snobbato la tv ed il cinema ed è per questo che ho dedicato anima e corpo al palcoscenico.

Lì ho avuto le soddisfazioni più grandi… ho avuto riconoscimenti,complimenti da persone di spicco, ho lavorato anche con le “Star” del teatro nazionale ed internazionale come Luca Ronconi, Lavia, Angelica Liddell …

Non pensavo che il cinema e la tv potessero entrare nella mia vita… anche perché in Italia lo spettacolo è un mondo settoriale, perché se fai teatro non puoi fare cinema o tv e viceversa… Nonostante i pronostici, in questi ultimi anni mi sono dedicato anche al cinema e alla tv e non ti nascondo che mi è davvero piaciuto…

Come spiegarti…è un lavorare “diverso”, perché il set è un’altra cosa rispetto alle prove in palcoscenico, però ha davvero il suo fascino anche perché in qualche modo, la camera ti rende immortale… 

Ti dico con assoluta certezza, anche se sembra banale, ma quando sei davanti ad un pubblico, che senti respirare con te, che tieni in pugno, che soffre, ride, si commuove per te e con te non ha prezzo!

Davanti ad una camera invece sei solo e devi in poco tempo estraniarti da tutto e da tutti e centrare il personaggio, il tutto controllato dall’occhio vigile del regista che ti osserva, ma è più concentrato sull’inquadratura e sulla fotografia.

Ti ripeto, il pubblico dal vivo non lo sostituirei mai per niente al mondo, ma la camera, il set e tutto il mondo del cinema di sicuro sono un’esperienza da provare!

 

Anche se giovane hai un curriculum molto vasto… hai studiato tanto e soprattutto hai fatto tanta gavetta giusto?

Si ho studiato molto e continuo a farlo…quando fai una professione che si evolve, perché legata all’essere umano che esso stesso si volve, c’è bisogno di una costante crescita e perfezionamento.

Un’Accademia non basta per poter lavorare, bisogna approfondire l’arte in tutte le sue sfaccettature, questo rende la professione mai monotona e lineare ma cresce e si rigenera continuamente.

Pochi mesi fa sono stato a Venezia, all’Accademia teatrale Veneta, per un master sulla Commedia dell’arte con l’Arlecchino nazionale il maestro Bonavera. Ti dirò…esperienza estremamente interessante che mi ha lasciato un bagaglio che non si ferma alla maschera, ma che mi ha dato ulteriori strumenti per la costruzione del personaggio e per la ricerca della sua verità.

Paradossalmente ho acquisito strumenti che mi serviranno anche al cinema più che in teatro.

Come tutti quando inizi un percorso del genere sai che è in salita e che la gavetta è molto lunga… potrei dirti che dopo tanti anni di lavoro sto ancora facendo la gavetta! Per fortuna i lavori che mi capitano sono interessanti e di una certa levatura.

Va bene la dedizione, va bene la preparazione, ma serve anche tanta fortuna e a proposito di fortuna, io mi sento davvero fortunato perché i lavori che mi sono fino ad oggi capitati si sono susseguiti quasi come se fossero predestinati a me! 

Come disse qualcuno e noi sappiamo chi “gli esami non finiscono mai”.

 

So che canti pure oltre tutte le tutte attitudini e hai anche una bella voce?

Si… come ti ho raccontato all’inizio il canto nella mia vita è venutomolto prima della recitazione, quindi è stato davvero il mio primo amore!

Non ti ho detto però che nella mia storia da cantante ho avuto come insegnante Alan Sorrenti, ho fatto un master col maestro Lucio Dalla e poi ho frequentato una scuola di musical a Bologna dove ho avuto degli insegnanti di canto americani pazzeschi.

Non so dirti se ho una bella voce, sono in genere gli altri che mi fanno complimenti.

Ti posso dire …. prima che chiudessero i teatri a causa di questa brutta pandemia, che ho portato uno spettacolo a Trieste raccontando come e dove sono nate le canzoni  napoletane più popolari al mondo ( si chiama O’ Caffè Chantant e parla del Caffè Gambrinus) . In questo spettacolo oltre a recitare, canto dal vivo e non ti nascondo che: sarà l’arrangiamento particolare creato dal musicista, sarà la poetica e la profondità di brani senza tempo come Reginella, Malafemmena O’ Surdato Nnammurato, ma ogni volta che sono andato in scena con questo spettacolo la gente era sempre in visibilio! Senza dirti bugie duravano di più gli applausi ed i complimenti post spettacolo, che lo spettacolo stesso!!!

A quanto pare la mia voce piace al pubblico, ma io non mi ritengo ancora soddisfatto tanto che ho deciso a 35 anni di entrare in conservatorio e studiare canto jazz… Non ci si ferma mai, come dicevo prima!

 

È un momento particolare per il mondo dello spettacolo ma per l’intero mondo cosa ti senti di dire?

Il settore dello spettacolo senza dubbio è stato uno dei più colpiti, non voglio fare polemiche o entrare in discorsi politici, ma io sono uno di quei lavoratori che non è rientrato nei benefici e sostegni che il governo ha dato alla categoria.

Per fortuna sono stato aiutato dall’ Imaie e questo mi ha permesso di sopravvivere.

Una pandemia è di sicuro un male da estirpare, è vero anche, che rispetto all’anno scorso, ne sappiamo di più sul virus e abbiamo anche una cura, quindi sarebbe bene pensare di tornare gradualmente ad una normalità.

Sono fermamente convinto che questi distanziamenti sociali e l’uso costante delle mascherine, ovviamente sono necessari, ma se guardiamo il rovescio della medaglia stiamo perdendo la socialità e la condivisione,elementi importanti per far vivere e proliferare una società… continuare in questa modalità credo che ammazzi lentamente l’essere umano, la civiltà ed il progresso! 

Il teatro sicuramente sarebbe una cura a quello che sta succedendo, le persone hanno bisogno di svagarsi ma al contempo di evadere e non di vivere su un divano incollati al televisore  o lobotomizzati dai social!

Posso quindi dire a tutti che seppur con le dovute cautele e protezioni dobbiamo nuovamente riappropriarci della nostra vita e libertà confidando in una cura funzionale e definitiva.

Infine dobbiamo auspicare che si riesca a far ripartire l’economia e ritornare ad una normalità…

 

I tuoi progetti futuri?

Attualmente sono a riposo, ho finito di girare a dicembre un bellissimo film che per ovvie motivazioni non posso annunciare.

Sarà però distribuito da Rai Cinema e credo che parteciperà  a festival importanti… Non posso svelare il titolo ma mi vedrete nelle vesti di un poliziotto delle celere di Roma…

Attendo poi l’uscita dei Bastardi di Pizzo Falcone 3, dove ho avuto il piacere e l’onore di lavorare con Alessandro Gassmann e ti dirò… da qualche giorno mi è giunta voce che un film che ho girato l’anno scorso come attore protagonista è in concorso al David di Donatello, il film è“The Mirror” ho vestito i panni di un marito poco incline alla famiglia e molto libertino…

Mi auguro una candidatura come miglior attore esordiente ma chissà... vedremo… C’è poi un altro film in concorso al David di quest’anno dove il mio ruolo è secondario e contenuto, ma fondamentale dal punto di vista narrativo. In questo film vesto i panni di un medico chirurgo in “Un eretico in corsia”.

Attualmente sono in riposo dal cinema e guardo da spettatore cosa accadrà ai David, in teatro però nonostante la chiusura si continua a lavorare per uno spettacolo su Dante Alighieri dato che quest’anno è il settecentenario dalla morte… Una produzione di più teatri del FVG che si spera andrà in scena questa estate, ma non posso ancora dire di più…

Ah dimenticavo ho ricevuto qualche giorno fa una proposta dall’estero per girare un film in India come protagonista… ebbene attendo la conferma ed il contratto, chissà magari tra qualche mese manderò a tutti un saluto da Bollywood!!!

 

Un tuo sogno nel cassetto?

Non ci voglio girare tanto intorno, voglio darti una risposta secca. Desidero l’Oscar o la candidatura come attore protagonista e in teatro vorrei tanto vincere un UBU. Ma sopra ogni altra cosa poter fare questo lavoro fino alla fine dei miei giorni!!!

 

Un consiglio che vuoi dare ai giovani che pensano di entrare a far parte del mondo dello spettacolo.

E’ sempre una grande responsabilità consigliare e rapportarsi con i più giovani che intendono fare questa professione!

Di sicuro posso dire che non è una professione, ma una vocazione, che non si sceglie per questioni di Ego o di notorietà, ma si sceglie per fare e dare cultura e anche per fare del sano intrattenimento.

Non ci si improvvisa, ma è un lavoro, direi “d’artigianato” che si impara a bottega ossia in accademia e non in corsi a pagamento che millantano fama e successo… 

La fama può arrivare, ma deve essere una conseguenza di anni di studio di lavoro e tanta fortuna, perché in questo settore la bravura non basta.

Non dimentichiamoci che più di una volta la vita mia ha portato a dover cambiare lavoro, ne ho fatti tanti… alla fine sono sempre tornato qui perché la fortuna e la vita hanno voluto che facessi il “mio” lavoro.

Voglio dire ai giovani, che in questo mondo le ingiustizie e le raccomandazioni sono all’ordine del giorno e bisogna ingoiare tanti bocconi amari, ma se la vocazione e la volontà per questo mondo sono più grandi di ogni cosa allora bisogna perseverare e non mollare mai anche dinanzi ad un baratro!

In sostanza dico ai giovani che non si deve scegliere questa professione con superficialità perché come altre prevede un lungo cammino da fare che parte dalla formazione.

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