William Shakespeare: un inglese di Messina

pubblicato il 31/01/2021 in Curiosità da Emanuele Gulino
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Emanuele Gulino

William Shakespeare è considerato per antonomasia il più grande drammaturgo di sempre, padre del "teatro" nel senso più intrinseco della parola. Genio universale che utilizza un linguaggio che non invecchia mai e che è in grado di affascinare e far innamorare intere generazioni di ieri e di oggi. Sappiamo poco della sua vita, figlio di un guantaio analfabeta, si sposa giovanissimo e pare che per anni lavori alla corte della regina d'Inghilterra. Poi quasi il nulla, a parte le opere pervenuteci. La pochezza delle fonti ha portato alla nascita di stravaganti teorie che lo vogliono più giovane o più vecchio, omosessuale, prestanome e, la più particolare, italiano! Lo Shakespeare italiano si chiamerebbe Michelangelo Florio, personaggio realmente esistito, nato a Messina da Giovanni Florio e Guglielma Scrollalancia, di fede calvinista, si trova costretto a fuggire a Treviso per non incorrere alla persecuzione del tribunale della Santa Inquisizione. Compone giovanissimo la commedia "Tantu trafficu pi nenti" (Molto rumore per nulla). A Treviso conosce Giulietta della quale si innamora perdutamente ma per divergenze famigliari è costretto a lasciare e poco dopo, la ragazza morì. Infine, decide di trasferirsi a Londra cambiando identità e assumendo il nome della madre Guglielma Scrollalancia che in inglese si può tradurre con William Shakespeare. Ci sono parecchie coincidenze con la possibile italianità del Bardo nella persona di Michelangelo Florio. In Amleto, ci sono due personaggi, Rosencrantz e Guildenstern, due studenti danesi che nella realtà frequentarono l'università di Padova insieme a Florio; tra i drammi più famosi di Shakespeare ci sono "Il mercante di Venezia", "I due gentiluomini di Verona", "Giulio Cesare", "Otello", "La bisbetica domata", "La tempesta", "Romeo e Giulietta", tutti ambientati in Italia con personaggi italiani; proprio ne "Il mercante di Venezia" il poeta inglese rivela una conoscenza quasi maniacale della giurisdizione veneziana che un inglese dell'epoca non poteva conoscere così bene; "Romeo e Giulietta" è una drammatizzazione della storia d'amore vissuta precedentemene con la sua "Giulietta"; si sa che William Shakespeare a Londra frequentasse un club ma nei registri non compare nessuno con quel nome, compare, invece, Michelangelo Florio; in "Antonio e Cleopatra" una scena è ambientata all'interno della casa di Pompeo Magno, proprio a Messina, ubicazione ai più sconosciuta se non ad un messinese; in "Molto rumore per nulla" un personaggio della commedia esclama "Mizzeca" vocabolo siculo che un inglese del '500 non avrebbe mai potuto conoscere; quando Shakespeaere morì, nel 1616, nessun lutto nazionale si registrò in Inghilterra, come se fosse morto uno straniero. Ovviamente, queste sono solo teorie e supposizioni, William Shakespeare è e rimane inglese di nascita, fino a prova contraria...

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