Telefonia, matrimonio Wind-3 Italia

Verrà perfezionato entro un anno

pubblicato il 07/08/2015 in Economia da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
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Ci vorranno altri dodici mesi per completare gli ultimi dettagli, ma ormai è cosa fatta.

Wind e 3 Italia, fino allo scorso decennio operatori rivali nel mercato della telefonia mobile, si uniscono per dar vita ad un unico grande marchio dei servizi e della comunicazione audio-video  prêt-à-porter (ma, nel caso di Wind, non bisogna scordare certo Internet e telefonia fissa). Con un portafoglio da trentatré milioni di clienti

Come sempre, l’economia è il contrario della politica: laddove in quest’ultimo campo una naturale tendenza alla moltiplicazione delle forze, soprattutto attraverso scissioni e diaspore, rende il quadro eternamente plurale, lì la legge dei grandi monopoli fa sì al contrario  che l’orizzonte si semplifichi, di modo che i pesci piccoli vengano regolarmente assorbiti dai pesci grandi.

Si potrebbe disquisire su come l’economia, tra tutte le attività civili dell’uomo, sia più conforme a quelli che sono i principi fondamentali dell’espansionismo umano, ma di sicuro in questa sede non ci interessa: ci preme, semmai, sottolineare come sia una regola che, in un matrimonio tra aziende, le parti contraenti non siano mai alla pari. Ce n’è sempre una più forte dell’altra, e in questo caso trattasi della 3 Italia. Controllata da una società cinese, la Ck Hutchinson Holding, e del tutto priva di debiti. Al contrario dell’altra metà, la Wind nelle mani della olandese Vimpelcom, che si porta dietro il… “vento” caldo di 10,1 miliardi di euro di debiti accumulati nel secondo trimestre 2015.

Ciononostante, al timone della nuova società siederà proprio un uomo WindMaximo Ibarra, amministratore delegato di Wind Telecomunicazioni da maggio 2012 (cioè da circa un anno dopo che Vimpelcom aveva acquisito , società nata in Italia come del resto anche la 3). Il 6 agosto, in un’unica conferenza stampa, l’ad di Vimpelcom, Jean Yves Charlie, ha dato l’annuncio della fusione dei due marchi e della nomina di Ibarra alla guida del nuovo soggetto aziendale.

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