Whirlpool: 1350 esuberi e chiusura stabilimenti. E' rivolta

Piano aziendale nella bufera, forte contrarietà da parte del Governo

pubblicato il 16/04/2015 in Economia da Daniele Del Casino
Condividi su:
Daniele Del Casino

1350 operai a casa e tre stabilimenti da chiudere. Questi gli effetti del nuovo piano aziendale previsto dalla multinazionale americana.


Gli effetti della nuova strategia messa in atto dalla Whirlpool sono stati annunciati da Gianluca Ficco, coordinatore di settore della  UILM nazionale, che ha anche spiegato di come la multinazionale abbia presentato stamattina al Ministero per lo Sviluppo Economico il piano di integrazione con la Indesit, da poco entrata nel circuito Whirpool, per quel che riguarda le fabbriche e i centri di ricerca.

Nonostante un piano di investimenti di cinquecento milioni in quattro anni – rende noto Ficco -  e la prospettiva di un incremento dei volumi produttivi complessivi in Italia la Whirlpool ha dichiarato 1350 esuberi, di cui 1.200 nelle fabbriche e 150 nei centri ricerca, annunciando la chiusura dello stabilimento di Caserta,  in cui lavorano piu' di ottocento persone, la cessazione di uno dei due stabilimenti di Fabriano (AN) e precisamente quello di Albacina, in cui seicento lavoratori secondo il progetto aziendale – continua -  dovrebbero essere trasferiti nella vicina fabbrica di Melano, insieme alla dismissione del sito di None (TO) dove attualmente ci sono novanta addetti fra il magazzino e il centro ricerche.

Una forte contrarietà è stata espressa dal Governo attraverso il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, che ha invitato l'azienda a non procedere con licenziamenti unilaterali : il Governo ha preso atto degli aspetti positivi e certamente importanti sul fronte degli investimenti e dell'incremento dei volumi, ma ha al contempo espresso forte contrarieta' per gli aspetti legati agli impatti occupazionali inerenti diversi siti produttivi, alcuni dei quali in aree del Paese gia' colpite da fenomeni di deindustrializzazione.

Il piano aziendale previsto parla di un investimento di 500 milioni di euro in quattro anni finalizzati alla Ricerca e Sviluppo, al rinnovamento delle piattaforme di prodotto e al miglioramento dei processi produttivi. Previsto anche un incremento dei volumi produttivi e il rientro in Italia di produzioni oggi presenti in stabilimenti esteri ma anche quello che può essere un colpo mortale con oltre un migliaio di esuberi e chiusure delle fabbriche, specialmente nella zona di Caserta.

Whirlpool sì è già dichiarata disponibile a lavorare con istituzioni e sindacati, come ad impegnarsi per non effettuare licenziamenti unilaterali fino al 2018: Nessuno verrà lasciato da solo  - assicura Davide Castiglioni, AD della Whirlpool Italia - il piano che abbiamo presentato pone l'Italia al centro di investimenti significativi ed è il miglior piano che possiamo porre in essere per garantire continuità e sostenibilità a lungo termine.

Intanto La FIM-Cisl annuncia scioperi in tutti gli stabilimenti a brevissimo tempo, mentre la FIOM chiede che il Governo intervenga energicamente e subito per evitare la chiusura prevista delle sedi e che si esprima chiaramente sul da farsi nella delicata situazione, che dal 20 aprile vedrà il confronto dei sindacati con i rappresentanti della multinazionale.

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password