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Bce, 82,6 mld di euro alle banche dell’eurozona

Primo round Tltro

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Tltro, Targeted Long Term Refinancing Operation (in italiano: operazione mirata di rifinanziamento a lungo termine). L’ultima invenzione di quel “drago” di Mario Draghi per sostenere le economie dei paesi Ue, con apertura di credito larga e lacci e lacciuoli ridotti all’osso nell’immediato: l’obiettivo è allontanare lo spettro della deflazione (cioè la riduzione de prezzi delle merci che ha come effetto domino quello del costo del lavoro). In altre parole, si tratta di un maxi-prestito a interessi “umani”: un’erogazione nella liquidità dell’eurozona concessa allo 0,15% annuale e restituibile in quattro anni. Che comporta un unico obbligo, ma non certo da poco: supportare con prestiti l’economia reale (aziende, commercio, industria, attività produttive in genere).
Ottantadue virgola sei miliardi: a tanto ammonta la somma stanziata dalla Bce per la prima tranche di questo “esperimento di soccorso”. A spartirsi questa fetta iniziale di risorse sono state, il 18 settembre, duecentocinquantacinque banche su trecentottandue che ne avevano fatto richiesta. Dieci le beneficiarie italiane: Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banca Mps, Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Banco Popolare, Credem, Credito Valtellinese, Banca Carige, Mediobanca e Iccrea banca. Agli istituti di credito di casa nostra sono andati in totale ventitré miliardi.  A dicembre è prevista l’assegnazione della seconda tranche.     

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