“Taser” alla Polizia: partita la proposta di sperimentazione

dubbi e perplessità sulla “pistola elettrica” da dotare agli agenti

pubblicato il 01/10/2014 in Attualità da Daniele Del Casino
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Daniele Del Casino

E' notizia di oggi che le Commissioni congiunte di Affari Costituzionali e Giustizia hanno accolto positivamente l'emendamento con la proposta di sperimentazione, a condizione però che ci sia l'avvallo del Ministero della Salute, per il “taser”, la famigerata pistola elettrica, da dotare alla Polizia di Stato. Il taser è un'arma a dissuasione non letale, che spara due elettrodi ed emana una corrente sul bersaglio di ben 50.000 volts a basso amperaggio ed è conosciuta per essere già in dotazione da tempo alle forze di Polizia in Usa, Svizzera, Francia e Inghilterra. Considerata “arma propria” in Italia ne è vietato il porto ma è concessa la vendita presso le armerie a chi è in possesso di porto d'armi e da tempo ne viene chiesta l'adozione per le forze dell'ordine, già qualche anno fa ci fu un tentativo di proporre la pistola elettrica al Ministero degli Interni, andato a monte per un giro di tangenti tese a far adottare l'arma in Italia. Amnesty International ha denunciato che dal 2001 sono state ben 864 le morti attribuitili al taser, che può essere letale, nonostante il suo proposito dissuasorio, per chi è affetto da problemi cardiaci, malformazioni congenite al cuore o sono sotto stati di alterazione emotiva, come sottolineato da Amnesty International attraverso il suo portavoce in Italia Riccardo Noury, che si è detto in possesso di studi clinici che evidenziano tali situazioni e che insiste “sulla formazione specifica e approfondita per gli operatori che verrebbero dotati di tale arma”, nonché sulla violazione dei diritti umani a seguito del suo impiego. Nonostante il taser sia stato adottato da 107 diversi paesi nel mondo dal 2007 l'Onu ne sconsiglia l'utilizzo, equiparandolo ad uno strumento di tortura, riuscendo a non farlo adottare dal Portogallo, mentre dubbi sul suo utilizzo sono stati espressi anche dalla dr.ssa Gemma Pelargonio, cardiologa dell'Università Cattolica di Roma, secondo la quale il taser “può anche uccidere”, in quanto la scarica può produrre aritmie, che a sua volta possono causare la morte di chi è colpito. Secondo la cardiologa un'altro fattore di rischio è anche la potenza elettrica stessa, in quanto molti taser possono variare la scossa da applicare e in molti casi usando scariche multiple ad alto voltaggio potrebbe le conseguenze potrebbero essere letali. A questo proposito entra in scena anche uno studio della “Canadian Broadcasting Corporation”, che tempo fa su 41 taser esaminati rilevò come il dieci per cento di questi emetteva più voltaggio di quello dichiarato dal produttore. Mentre sull'onda di questo emendamento più voci a livello politico e non insistono per poter  dare in dotazione il il taser anche alle Polizie Locali e alla Vigilanza Privata, come avviene in molti paesi esteri, è stato dato il via libera anche alla sperimentazione di microtelecamere per equipaggiare i poliziotti dei reparti “Celere”, da attivare in caso di bisogno durante manifestazioni pubbliche, mentre tutto tace sull'eventuale assegnazione del “numero identificativo” per gli stessi agenti, argomento che viene riproposto ad ogni disordine di piazza ma che rimane, per ora, lettera morta.

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