Turismo italiano pronto per l'estate, ma niente coprifuoco né quarantena

pubblicato il 29/04/2021 in Economia da Emanuele Gulino
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Emanuele Gulino

Pare che il turismo sia pronto a ripartire ma restano alcuni scogli da arginare: dal pass vaccinale alla quarantena, dal coprifuoco ai trasporti. E proprio l'Italia deve difendersi dalla concorrenza di Spagna e Grecia, e mentre le città di mare iniziano a ricevere qualche prenotazioni, le città d'arte stanno ancora soffrendo.0 Il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca dice in un'intervista all'Ansa: "Va bene ed è meglio di prima che gli italiani si possano muovere da una regione all'altra. Avere la maggior parte delle regioni in giallo e potere andare da una all'altra ci consente di immaginare una ripartenza. Almeno per il turismo interno, ma non è affatto così per quello straniero. Purtroppo continuiamo ad avere quei 5 giorni di quarantena sui turisti europei e quei 15 sugli americani che ovviamente per alcune destinazioni, come ad esempio le città d'arte, mette completamente in ginocchio". Le strutture delle città d'arte sono al momento chiuse con una possibile ripartenza a maggio, ma al momento sono a zero prenotazioni. "Firenze e Roma - dice ancora Bernabò - vivono quasi solo di turismo internazionale e questo non è possibile. Non riesco a capire come la Grecia dal 14 maggio consenta l'ingresso di stranieri in possesso di vaccino o di tampone negativo e l'Italia per questo non ha ancora dato una data. Un francese sicuramente non viene a Roma, se sa che deve fare 5 giorni di quarantena...". Secondo Bocca bisognerebbe guardare gli esempi dei Paesi stranieri, i grandi concorrenti dell'Italia: "Come Grecia e Spagna difendono il settore turismo che è importantissimo per il pil, la stessa cosa dovremmo fare noi. Alla Germania questo non interessa perché non vivono di turismo, il loro asset principale è il settore manifatturiero e infatti lo hanno difeso e non lo hanno mai chiuso. Noi invece stiamo sacrificando il nostro settore economico migliore ai nostri due competitor che sono Grecia e Spagna. Vedevo i giorni scorsi la finale del tennis a Barcellona dove lo stadio era pieno, a Madrid è tutto aperto. E noi stiamo ancora a discutere ristoranti al chiuso o all'aperto". Secondo Federalberghi: "Gli alberghi comunque sono tranquilli e sicuri con protocolli studiati che ci hanno permesso di passare il 2020 in tranquillità. I problemi non sono negli alberghi, sono nei mezzi pubblici". Anche Federbalneari si rivolge al ministro Massimo Garavaglia chiedendo di accelerare la strada per il green pass vaccinale che consentirà gli spostamenti tra Paesi dell'Unione Europea e che permetterà agli stranieri di venire in vacanza in Italia, un settore che vale 11,2 miliardi per il sistema turistico nazionale. "Il Green pass - parla il presidente Mauro Maurelli - ci consentirà di essere competitivi a livello europeo, soprattutto nei confronti di questi paesi che si stanno già muovendo in questa direzione: in primis la Grecia, vera e propria promotrice dell'iniziativa, ma anche come Spagna, Croazia, Austria, Polonia, Danimarca, Estonia e Finlandia". Luca Patanè, presidente di Confturismo Confcommercio, interviene sul coprifuoco: "La gente non va in vacanza per fare il coprifuoco. Ma basta! L'anno scorso a maggio stavamo nei ristoranti anche al chiuso. Dobbiamo ricordarcele queste cose. Bisogna spingere per le riaperture, così fanno morire sempre più lentamente, ma inesorabilmente le aziende". Mentre Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti, ha espresso la sua sull'importanza di sostenere le imprese italiane: "Bisogna agire subito, in maniera forte: serve credito immediato, moratoria dei mutui e finanziamenti esistenti ed il blocco, almeno per un anno, delle istanze di fallimento". (foto e fonte ANSA).

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