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Per la Corte dei Conti il patrimonio Inps è in rosso

I dati sull'ente previdenziale sono contenuti nella relazione della magistratura contabile al Parlamento

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La Corte dei Conti lancia l'allarme sulla tenuta dell'Inps guidata da Tito Boeri.

L'allarme è contenuto nella relazione al Parlamento sul risultato del controllo sulla gestione finanziaria dell'Ente per il 2015. 

Secondo i giudici contabili se da un lato "la gestione finanziaria di competenza chiude il 2015 con un avanzo di 1,43 md",  in diminuzione di 7,01 miliardi rispetto al 2014, sul "versante economico patrimoniale si registra, invece, una situazione in peggioramento rispetto al precedente esercizio".

Il conto economico dell'Ente riporta "un risultato di esercizio negativo per 16,3 miliardi nel 2014 era a -12,48 miliardi) e peranto il il patrimonio netto scende a 5,87 miliardi rispetto con un decremento di 12,54 sul 2014. "A questo riguardo - si legge nella nota della Corte - è da rilevare come, per effetto di un peggioramento dei risultati previsionali assestati del 2016 (con un risultato economico negativo che si attesta su 7,65 md) il patrimonio netto passi, per la prima volta dall’istituzione dell’ente, in territorio negativo per 1,73 md. 

Per la Corte dei Conti "le entrate contributive segnano un incremento di 3,32 miliardi sul precedente esercizio e risultano pari a 214,79 miliardi" ma aumenta anche "la spesa per prestazioni istituzionali" che  "ammonta a 307,83 miliardi, con un incremento rispetto all’anno precedente di 4,43 md ascrivibile principalmente all’aumento della spesa per pensioni (+4,26 miliardi), pari in valore assoluto a 273,07 md".

"Le pensioni vigenti - dice la Corte - sono oltre 21 milioni, di cui circa l’82 per cento previdenziali". 

La Corte interviene, poi, anche sulla gestione e la governce dell'Inps.  Secondo la magistratura contabile, infatti, se da "un lato ordinamentale" è necessario "un intervento normativo di revisione e coordinamento delle disposizioni primarie e regolamentari che disciplinano l’attività dell’Inps" dall'altro non è procrastinabile "una riforma della governance dell’Istituto negli assetti che qualificano il sistema duale voluto dal legislatore e, quindi, dei compiti di indirizzo e vigilanza intestati al Civ e di quelli di rappresentanza legale dell’ente e di indirizzo politico-amministrativo propri del presidente dell’Istituto". 

 

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