Apple, iPhone è meno oggetto del desiderio

Ma crescono gli utili nel 2015

pubblicato il 30/01/2016 in Economia da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua

Diciotto e quattro miliardi di dollari.

Ė la somma totale degli utili accumulati da Apple nel corso del I trimestre dell’anno fiscale 2016: negli Stati Uniti l’anno fiscale per le organizzazioni pubbliche e per le società, dunque non per le persone,  inizia a settembre di un qualsiasi anno, per poi terminare ad agosto di quello successivo.

Dunque ci riferiamo al periodo che va da settembre a novembre del 2015: durante questo lasso di tempo si è avuta, per l’azienda che fu di Steve Jobs, una crescita tendenziale degli utili pari all’1,9% rispetto all’ultima parte del 2015. Tuttavia le entrate, pur consistenti, sono state inferiori alle attese, 75,9 mld. Ricordiamo che per utile aziendale si intende la differenza positiva tra ricavi e costi, per entrata il ricavo derivante da un’attività di vendita. Le vendite, ecco il punctum dolens. E all’ombra della mela morsicata ci si chiede: chi o cosa ha tradito?

Sul banco degli imputati non c’è  l’ultimo nato, il fondamentale (o presunto tale) Apple Watch, l’orologio da polso nell’ardita reinterpretazione Apple. Lanciato nella primavera del 2015, l’oggetto non ha fatto epoca come il primo iPod e il primo iPad e non ha certo sostituito nel cuore dei grandi collezionisti i Rolex o i Wyler Vetta di tecnologia tradizionale (non bisogna dimenticare che per molte delle sue applicazioni è richiesta l’ integrazione imprescindibile con l’iPhone), però, grazie anche all’effetto-novità, le sue vendite tengono, e non è un mistero che a Cupertino sono già pronti a licenziarne, nel corso dell’anno appena iniziato, una nuova versione.

No, a deludere le attese è stato piuttosto l’iPhone. iI cellulare multifunzione che ha lanciato l'era degli smartphone, infatti, dopo il boom dei primi anni, ha subito un brusco arresto, specialmente sul mercato cinese: 74,8 milioni di modelli venduti nel mondo non sono bruscolini, ma avrebbero potuto essere anche di più.  In calo anche il caro vecchio iPad, la tabula cerata dell’era digitale.

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