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Israele, da Isis minacce in ebraico

Nuovo video del Califfato

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Minacce islamiche ad Israele.

Tutt’altro che una novità. Minacce dall’Isis, anche questo abbastanza plausibile. Se però pensiamo che quelle minacce sono state rivolte allo Stato ebraico nella lingua ebraica, la cosa fa di certo un po’ più notizia.

Il medium? La solita videoproduzione firmata Stato Islamico, eppure non così canonica: agli spettatori destinatari, infatti, stavolta non è stato offerto il solito “idillio brutale” con il carnefice accanto alla vittima, ma, in stile Osama bin Laden, un uomo solo proclamante al centro della scena.

Un miliziano fondamentalista, in mimetica, cariche esplosive a cingergli la vita, kalashnikov di ordinanza e passamontagna nero da anonima sequestri, che parla in un ebraico fluente. Escludendo che possa trattarsi di un rinnegato israeliano che si sia convertito all’Islam e quindi arruolato nelle file degli al-baghdadiani, potrebbe trattarsi – è l’ipotesi più razionale – di un arabo della Cisgiordania o della Striscia che ha imparato la lingua giudaica avendone “subito” il contatto.

Questo spiegherebbe anche perché nel video – che agli analisti sembra sia stato girato nei dintorni di Damasco  – il combattente latore del messaggio cerchi una connessione con i recenti fatti di sangue mediorientali: gli attentati palestinesi delle ultime settimane, dice, sono solo il primo assaggio di un conflitto che diventerà ben più vasto.  “Stiamo arrivando. Presto gli attacchi saranno molti di più e porteranno i musulmani a dominare l’intera Israele.

Per confermare che non si tratta di proclami all’aria, nel corso del video il miliziano sfodera anche una cartina che mostra l’espansione territoriale raggiunta dall’Isis alle porte dello Stato ebraico: “Ci avviciniamo a voi dal Sud (Sinai) e da Nord (Golan)".

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