Politiche Portogallo, rivince centrodestra

Confermato esecutivo del rigore

pubblicato il 05/10/2015 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Pedro Passos Coelho

Austerity è bello.

E l’elettorato portoghese, che la crisi economica all’inizio del decennio l’ha esperita , con durezza, e che grazie alle politiche di rigore è riuscita a rimettersi  sufficientemente in carreggiata, al contrario di quello greco ha mostrato di non serbare odio per gli anni di sacrifici e privazioni. Al contrario: domenica 4 ottobre, alle elezioni politiche ha premiato il centrodestra che, con mano draconiana e senza sconti , l’ha guidato nei momenti più bui. Non si creda, però, che la partecipazione al voto sia stata plebiscitaria: alla fine il dato statistico ha confermato le previsioni della vigilia sull’astensionismo, che si è attestato al 43%.  

Soprattutto, non si creda che la vittoria del centrodestra sia stata bulgara. Il che significa che il nuovo mandato governativo quadriennale del premier Pedro Passos Coelho, leader del Partito Social Democratico, inizia in salita. E qualche gufo comincia già a temere che il prossimo anno si dovrà tornare alle urne. Non avrà la maggioranza assoluta, infatti, la coalizione di centrodestra, formata, oltre che dal Partito Social Democratico, anche dal Centro Democratico Sociale-Partito Popolare. E questo, perché si è fermata praticamente alla soglia dei centosedici seggi (su duecentotrenta) necessari per avere il controllo totale del Parlamento.

Potrà comunque contare su venti seggi in più rispetto a quelli del Partito Socialista di Antonio Costa, la formazione leader dell’opposizione: 100-80, percentualizzando, 37% contro 32%. Basteranno per rendere la legislatura durevole?

Per quanto riguarda le altre formazioni dell’opposizione, i risultati delle urne consegnano sedici seggi al Bloco de Esquerda, che dal 1999 rappresenta il resto della sinistra lusitana; appena due in meno sono invece quelli conquistati dai verdi-comunisti della Cdu (Coalizione democratica unitaria).

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