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Presidenziali 2016, nuovo ritiro in casa repubblicana

Walker si chiama fuori da primarie

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Usa 2016. Se fosse un album di figurine, la Panini (più probabilmente il suo braccio yankee) si troverebbe con un paio di pezzi della raccolta già pronti per essere contrassegnati, in sede di aggiornamento, con la bandella adesiva “RITIRATO”.

C’è sempre meno gente ai piedi dell’Elefantino. Fuori un altro, per essere più precisi. Di conseguenza, si semplifica ulteriormente la griglia dei pretendenti al ruolo di candidato Gop (Grand Old Party) in vista delle presidenziali statunitensi del prossimo anno. Difatti dopo Rick Perry, il “texano dalle gaffes di ghiaccio”, si ritira dalle primarie repubblicane anche il governatore del Wisconsin, Scott Walker. E per gli stessi motivi dell’ex pater et dominus del Texas. L’annuncio è di martedì 22 settembre.

Sindrome-Perry, dunque: alla base della sofferta decisione di Walker c’è, come nel caso del suo ex competitor ed ora collega di abdicazione, lo scoramento per delle aspettative di voto tutt’altro che lusinghiere, implacabilmente certificate dai sondaggi.  Ma le sue cifre erano oggettivamente più negative, assai più negative. Ad agosto il calo nelle previsioni di consenso era stato inappellabile, un punto di non ritorno tombale: dall’11 all’1%. Almeno Perry se n’era potuto andare calcolando il suo distacco dai migliori, Warren, invece, ha dovuto farlo per sbolognare a qualcun altro lo scomodo ruolo di fanalino di coda

Inutile dire che, in testa alla classifica dei “primaristi” (cioè dei candidati alla vittoria primarie) del Gop, stilata in base alle intenzioni di voto, c’è sempre Donald Trump, e saldamente. Oggi lo voterebbe il 24% degli elettori conservatori: si tratta, in realtà,di otto punti percentuali in meno rispetto alle scorse settimane, ma nella sua posizione può anche permettersi questi “sprechi”, dal momento che, dietro di lui, per il momento ci sono solo lacrime e fiatone. Carly Forina, la sua più diretta inseguitrice, è al 15%. Un punto più in basso sta Ben Carson, quello che per molti potrebbe essere l’Obama di destra.

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