Chissà quante invasioni di siti istituzionali portavano la sua firma.
Era l’arabo-britannico più famoso nelle file dell’Isis dopo Jihadi John, il golden boia. Parliamo di Junaid Hussain, anche noto come Abu Hussain al-Britani, ventunenne hacker al servizio del Califfato; probabilmente (se non sicuramente) uno dei leader del braccio informatico della milizia di al-Baghdadi.
Dal 27 agosto, in realtà , l’Isis non potrà più contare sui suoi servigi. Infatti, come riferisce il Guardian citando fonti ufficiali, Hussain sarebbe stato eliminato nel corso di un raid aereo Usa a Raqqa, nel nord della Siria. Il raid, che è interamente opera americana e non ha visto il coinvolgimento inglese, è stato condotto per mezzo di un drone.
All’intelligence anglo-americana Hussain era noto come mente dell'attacco contro un'esposizione di vignette su Maometto nel maggio scorso a Garland, in Texas. Ma di lui si conoscevano anche le attività di reclutatore online e di iniziatore alla causa dello Stato islamico: si diceva anzi che proprio a lui, pur così giovane, spettasse curare la prima formazione dei miliziani, molto spesso coetanei come si può immaginare. E che l’obiettivo del raid fosse proprio lui e non un altro lo conferma il fatto che il drone ha colpito esattamente nel momento in cui il giovane terrorista è sceso dalla sua auto.
Con Junaid Hussain viene eliminato indubbiamente un pesce grosso della linea verde dell’Isis, e a pochi giorni dall’abbattimento di un pesce grossissimo del Califfato. Cinque giorni prima dell'hacker-arcireclutatore, infatti, più precisamente il 21 agosto, in un altro drone-raid, questa volta vicino a Mosul, in Iraq, era stato ucciso nientemeno che Haji Mutaz, considerato il vice-al Baghdadi, responsabile della movimentazione dei materiali e dei mezzi bellici dell’Isis dall’Iraq alla Siria e ritorno.

