Obamacare per clima, no da 15 Stati

Si punta ad azione legale

pubblicato il 25/08/2015 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Presidente Obama

No alle limitazioni obamiane sull’uso del carbone.

Un’agguerrita coalizione di quindici Stati, guidata dalla Virginia, ha chiesto alla Corte d’appello di Washington la sospensione provvisoria delle norme volute dalla Casa Bianca per contrastare la produzione di energia elettrica attraverso, appunto, l’impiego del combustibile fossile.

Il blocco temporaneo serve agli Stati rivoltosi per trovare il tempo necessario ad avviare un’azione legale. Della coalizione fanno parte anche  Alabama, Arkansas, Florida, Indiana, Kansas, Kentucky, Louisiana, Michigan, Nebraska, Ohio, Oklahoma, South Dakota, Wisconsin e Wyoming.

Dal canto suo, il Commander in Chief non si lascia intimorire e va avanti senza tentennamenti nella sua agenda del Change for Earth. Dopo aver annunciato l’intenzione di tagliare in modo netto le emissioni di anidride carbonica entro il 2030, alla fine del mese il presidente Barack Obama si recherà in Alaska per prendere parte al nono vertice dei leader dell’Artico (anche gli Usa fanno parte di tale novero): e per lui  potrebbe essere una sorta di “Congresso di Parigi del clima”, utile a porre  in modo e con spirito “cavouriani” (cioè presentando il problema come “drammatico” e “nuovo”, se non altro perché non è mai stato valutato pienamente nella sua gravità, e nello stesso tempo al fine di procurarsi alleati in una comune battaglia) la questione dei cambiamenti climatici  all’attenzione di Canada, Svezia, Danimarca, Russia, Norvegia, Islanda e Finlandia

. All’attenzione, cioè, di quell’élite di mondo che, proprio con gli Stati Uniti, è custode in prima linea di quella porzione di pianeta che il riscaldamento globale maggiormente minaccia.

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