Partecipa a Notizie Nazionali

Sei già registrato? Accedi

Password dimenticata? Recuperala

Iraq, cura dimagrante per governo

Ridimensionato numero di ministeri

Condividi su:

Spending review all’interno della macchina governativa.

Non ci si riesce in alcuni paesi dell’Occidente, per svariati impedimenti burocratici, missione praticamente compiuta, invece, in Iraq. Quando si dice la volontà. In piazza scoppiano le proteste contro la corruzione all’interno del governo di Baghdad? Il governo recepisce il malcontento e dà ad esso una risposta adeguata, con programmi adeguati. Il premier al-Abadi,  infatti, ha deciso che entro il prossimo autunno saranno tagliati ministeri e componenti del suo Gabinetto: questi ultimi scenderanno da trentatré a ventidue. Per quanto riguarda la mappa delle “province” dell’esecutivo, invece, è alle viste l’eliminazione di ben quattro ministeri: tra essi ci sono quelli ai Diritti Umani e alle Donne. Nel piano di dimagrimento approvato dal Parlamento è prevista anche la cancellazione di tre vicepresidenti.

Intanto l’ex premier sciita Nuri al-Maliki è stato incriminato da una commissione d’inchiesta parlamentare per la condotta tenuta ai tempi dell’avanzata dell’Isis verso Mosul, la città che sarebbe poi divenuta la loro capitale. Secondo gli inquirenti, al-Maliki non avrebbe fatto nulla per placare le tensioni tra sciiti e minoranza sunnita all’interno di Mosul,  spingendo così quest’ultimi quasi a “consegnare” la città ai miliziani di al-Baghdadi. Uno scenario che poi si sarebbe ripetuto anche altrove nell’Iraq centro-settentrionale.

Del resto, neppure la risposta militare all’offensiva isisina apparve adeguata: proprio per questo la Commissione ha deciso di deferire alla corte marziale i vertici militari di Ramadi, che abbandonarono vergognosamente le loro postazioni all’arrivo delle forze jihadiste, lo scorso maggio.

Condividi su:

Seguici su Facebook