Etiopia, Obama incontra Lucy

Si tratta dell’ominide più antico mai ritrovato

pubblicato il 30/07/2015 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua

Qual è il souvenir più memorabile che Barack Obama si porta con sé dal  Kenya e dall’Etiopia, le due tappe di una visita di Stato  nel Corno d’Africa iniziata il 24 luglio e protrattasi per cinque giorni?

Il ricongiungimento con i parenti? L’appassionato discorso con cui ha teso la mano all’impegno anti-terrorismo del governo etiope?  Il messaggio in favore del  Sud Sudan (meta di un prossimo viaggio)? No, si tratta dell’incontro ravvicinato avuto il 28 luglio ad Addis Abeba con Lucy, un australopiteco (Australopithecus Afarensis) vissuto 3,2 milioni di anni fa.  Più precisamente, com'è logiico,  con i suoi resti, scoperti in Etiopia, nella regione di Afar,  nel 1974, ad opera di un’equipe di scienziati americani.

Australopiteco è l’anello di congiunzione tra i primati e l’uomo, più precisamente il suo stadio più primitivo, l’homo erectus: rappresenta, dunque, la fase di transizione tra il progenitore più diretto dell’uomo e l’uomo più antico nella sua scala evolutiva. In una parola, quindi, il nostro antenato più remoto: ammirare, come ha fatto il presidente degli Stati Uniti, i resti di Lucy significa mettersi spiritualmente in contatto con una vera e propria supernonna dell’umanità.

Il ritrovamento di Lucy fece epoca perché è anche il primo australopiteco mai ritrovato: fu proprio la sua scoperta, anzi, a provare l’esistenza scientifica degli Australopitechi. Al pubblico italiano, com’è noto, Lucy è stata presentata nel 1991 da un saggio scritto a quattro mani da Johanson e Shreeve con la prefazione di  Piero e Alberto Angela.

Da quando è stato riportato alla luce, ciò che resta di “nonna” Lucy è sempre stato custodito, con la massima protezione, nel Museo nazionale di Addis Abeba. In occasione della visita di Obama, il premier etiope Desalegn ha ritenuto opportuno autorizzare, con una decisione davvero eccezionale, la traslazione momentanea dei resti di Lucy dalle teche museali agli spazi espositivi del Palazzo presidenziale. Non basta: a beneficio dell’uomo più potente della Terra (le cui origini, com’è noto, affondano più o meno dalle parti in cui millenni e millenni fa visse Lucy), Desalegn a anche voluto (e questo è veramente un fatto senza precedenti) che il contatto tra lui e l’australopiteco non fosse mediato da alcun sistema di soeveglianza. Massima sicurezza, invece, nelle operazioni di trasferimento dei materiali ossei.

Qualcuno dello staff preposto all’esecuzione del delicato compito si è spinto a fare un parallelo con le misure che vengono adottate proprio per gli spostamenti dell’inquilino della Casa Bianca. Ma Obama sembra non abbia dato molta corda ai vari commenti: i suoi occhi non erano che per Lucy, di fronte alla quale non ha potuto fare a meno di esclamare “Incredibile”.   

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