Turchia: violenze e attentati prima delle elezioni del 7 giugno

Tra gambizzati, accoltellati e picchiati l'escalation di violenze sembra non arrestarsi

pubblicato il 26/05/2015 in Dal Mondo da Danilo Di Laudo
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Danilo Di Laudo

TURCHIA – Continuano gli episodi di violenza con l’avvicinarsi delle elezioni politiche previste per il prossimo 7 giugno che dovranno rinnovare il parlamento.
Infatti, intorno alle 9.00 di questa mattina, Elif Dogan Turkmen, candidata del partito di opposizione, è stata raggiunta e ferita al ginocchio da un colpo di pistola. Secondo una prima ricostruzione le pallottole sarebbero state esplose da un’auto in corsa presa a noleggio; gli attentatori si sono infatti dati immediatamente alla fuga. Fortunatamente la donna è stata trasportata tempestivamente in ospedale dove non sembra essere in pericolo di vita.

Dogan Turkmen nel momento in cui ha subito l’attentato stava recandosi ad un evento elettorale come riferisce il governatore provinciale Mustafa Buyuk attraverso l’agenzia di stampa statale Anadolu. Intanto continuano le indagini della polizia su l’escalation di episodi di violenza che si sta verificando in quest’ultimo periodo. Già nel corso della giornata di ieri, l’agenzia di stampa turca ha fatto sapere che un barbiere del quartiere Beyoglu è stato picchiato per essersi rifiutato di stringere la mano a Huseyin Burge, un politico dell’Akp, il partito di Giustizia e Sviluppo dell’attuale presidente Recep Tayyip Erdogan. L’episodio è venuto fuori in seguito alla denuncia, esposta dal barbiere stesso, il quale, avrebbe raccontato di aver ricevuto minacce e percosse in seguito al tour che il candidato stava facendo negli esercizi commerciali del quartiere per la propria campagna elettorale. Mustafa Genc, il barbiere in questione, in seguito al rifiuto di tendere la mano al politico avrebbe innescato una lite con i sostenitori di Burge che si sono scagliati contro di lui.

Lo scorso sabato un altro candidato, ancora del partito Akp era stato accoltellato durante un tour elettorale nel distretto di Aladag. L’elenco si allunga se si pensa che, nel corso della scorsa settimana due pacchi bomba sono esplosi nelle sedi del partito curdo Hdp ferendo ben sei persone.

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