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Cargo Russo Progress: i detriti potrebbero precipitare intatti sulla terra

Non è ancora possibile capire e prevedere dove i pezzi del cargo potranno impattare sulla terra

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La navicella/cargo Progress, lanciata lo scorso 28 aprile dalla base russa di Baikonour – Kazakistan – ha presentato numerosi inconvenienti subito dopo la partenza. I tecnici hanno perso il controllo della navicella, lunga oltre 7 metri e con un diametro di 2.7, appena quest’ultima è uscita dall’atmosfera.

La navicella ha, in quel momento, cominciato a roteare su se stessa precipitando verso la terra. Ormai, a distanza di circa una settimana non ci sono più speranze di riprendere il controllo del mezzo che avrebbe dovuto portare circa tre tonnellate di rifornimenti sulla stazione spaziale orbitante europea.

Secondo le stime in questo momento il cargo dovrebbe trovarsi a seguire un’orbita ellittica attorno al nostro pianeta ad una distanza massima di 223 km e ad una minima di 174 km.

Il problema non è tanto il fatto che sia stato perso il controllo della navicella, quanto più che i pezzi perduti dalla stessa potrebbero resistere all’impatto con l’atmosfera terrestre arrivando intatti a terra. L’incontro tra lo strato di ozono e i serbatoi sferici dovrebbe verificarsi il prossimo 9 maggio ma resta il timore, emerso dalle analisi degli esperti, che tali detriti possano arrivare in qualsiasi punto della superficie terrestre.

Le ricerche degli ultimi giorni sono state condotte da Alessandro Rossi – membro dell’Istituto di Fisica Applicata del consiglio nazionale delle ricerche di Firenze (Ifac-Cnr) e del Coordinamento internazionale per il monitoraggio dei detriti spaziali (Iadc).

Inoltre è stato scongiurato il pericolo che il cargo russo potesse trovarsi sulla traiettoria della navicella Iss visto che le due seguono due diverse orbite.

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