GB: ragazzi disposti a vendere il proprio corpo per pagare retta universitaria

Il 22% degli studenti britannici si sono "messi in vendita"

pubblicato il 27/03/2015 in Dal Mondo da Lucia Di Candilo
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Lucia Di Candilo

In Gran Bretagna "mettersi in vendita" per pagarsi la retta univeristaria o per migliorare la vita da studenti non è un tabù e non fa granché scandalo. Secondo un sorprendente studio condotto dalla Swansea University, il 22% degli studenti negli Atenei del Regno Unito ha considerato come un'opzione i cosiddetti "lavori nell'industria del sesso", che spaziano dalle chat erotiche, agli spogliarelli fino ad arrivare alla vera e propria prostituzione.

Il 5% degli studenti ha espressamente ammesso di aver guadagnato soldi in questo settore e, secondo le statistiche, sarebbero più gli uomini che le donne disposti a "mettersi in vendita": si parla, secondo gli esperti, già di migliaia di decine di studenti. Sono questi dati decisamente allarmanti per le università britanniche che dovrebbero offrire sostegno a queste persone.

Lo studio, denominato "Student Sex Work Project", ha chiesto agli studenti di motivare questa scelta: i due terzi afferma che la priorità sono i soldi per uno stile di vita migliore, mentre il 45% vuole evitare di finire l'università con debiti accumulati per pagarsi le costose rette universitarie. Ma c'è anche chi mette al primo posto il piacere fisico. Generalmente si lavora in questo settore per periodi brevi e con orari part-time, meno di cinque ore a settimana, giusto per non sottrarre troppo tempo e impegno agli studi.

 

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