Maldive, condannato ex presidente

Nasheed è accusato di terrorismo

pubblicato il 14/03/2015 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Mohamed Nasheed

Tredici anni di carcere. Sono quelli inflitti venerdì 13 marzo, dopo un processo durato tre settimane nella capitale Malé, all’ex presidente delle Maldive, Mohamed Nasheed. Era giunto alla sbarra con l’imputazione di abuso di potere, per aver ordinato all’esercito, nel 2012, l’arresto di un giudice accusato di corruzione. L’ex capo dello Stato viene così condannato in base alla legge anti-terrorismo maldiviana.

Nasheed, per anni anima dell’opposizione a capo del Partito Democratico Maldiviano (da lui fondato),  nel 2008 divenne il primo presidente democraticamente eletto nella storia dello stato-arcipelago, composto da milleottantasette isole dell’Oceano Indiano.

Chiuse il suo mandato anzitempo nel febbraio 2012, giacché si dimise dopo aver denunciato un tentativo di colpo di Stato messo in atto dalle forze armate del Paese e a cui, a sua detta, non era estraneo l'ex padre-padrone delle Maldive, Maumoon Abdul Gayoom, presidente dal 1978 al 2008 che egli era riuscito a battere alle urne (il vicepresidente che  prese il posto di Nasheed negò però che la sensazione golpista del predecessore avesse consistenza reale).

Nel frattempo gli era già piovuta addosso l’accusa che lo avrebbe messo sotto processo. Proprio per non essersi presentato in tribunale a rispondere di quell’accusa nei tempi che gli erano stati notificati, egli venne arrestato, insieme ad alcuni parlamentari del suo partito, pochi mesi prima dell’inizio della campagna per le presidenziali del 2013.

Rilasciato e poi fermato e poi ancora rilasciato, il leader del Pdm poté finalmente concentrarsi sulle elezioni, perse al ballottaggio, che lo vide ancora contrapposto a Gayoom, dopo aver brillantemente superato il primo turno. Dopo aver visto ancora le manette ai polsi nel marzo 2013,  Nasheed è stato definitivamente arrestato nel febbraio del 2015.

Questa condanna sembra mettere la parola fine in modo assai inglorioso alla parabola politica del quarantasettenne scienziato marino e attivista ambientale. Ma l’ex presidente non si rassegna al suo destino: respinge le accuse e invita i suoi sostenitori a ribellarsi contro il “potere dittatoriale del regime” che lo ha rovesciato.

E mentre scatta la provocatio ad populum, sulla rete comincia a circolare il ideo che documenta le modalità con cui Nasheed è stato arrestato l’ultima volta a febbraio: trascinato di peso dalla polizia, mentre cercava di parlare con la stampa.

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