Il razzismo ordinario della polizia di Ferguson

Un’inchiesta del ministero della giustizia americana ha confermato un razzismo quotidiano della polizia

pubblicato il 08/03/2015 in Dal Mondo da Valentina Roselli
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Valentina Roselli

L’uccisione di un altro ragazzo nero giovanissimo e disarmato  a Madison arriva dopo un’inchiesta del Ministero americano della giustizia, e dopo la morte di Michael Brown a  Ferguson nel Missouri, anche lui diciottenne afroamericano, deceduto dopo essere stato ripetutamente colpito dai proiettili sparati dall'agente della polizia Darren wilson, colpito nonostante non fosse stato trovato in possesso di armi il nove agosto 2014. 

L’inchiesta  punta il dito sul razzismo quotidiano della polizia locale di Ferguson nei confronti della comunità nera. E i dati confermano il sospetto. Secondo il rapporto pubblicato proprio in questi primi giorni di marzo, gli afroamericani a Ferguson sono  il 67% della popolazione , l'85% delle vetture fermate erano guidate da neri, il 90% delle persone convocate in tribunale erano nere  il 93% delle persone arrestate anche. Viene utilizzata la forza nell’88% degli arresti che coinvolgono afro-americani.

Il sistema giudiziario non è da meno.  Dal 2011 al 2013 il 95% dei condannati per infrazione stradale erano neri, anche  il 92%  dei fermati per il disturbo della quiete pubblica lo erano.  Secondo le cifre riportate dal  Washington Post l’inchiesta ha tenuto conto di centinaia interviste e dello  studio di 35mila rapporti e altri documenti redatti dalla polizia. 

Dopo l’uccisione Michael Brown,  un gran giurì aveva deciso il 24 novembre di non incriminare il poliziotto. Entrambi gli eventi hanno provocato manifestazioni e disordini nei sobborghi di St. Louis , dove la maggioranza  delle personalità ai vertici compresi quelli della polizia sono  di razza bianca mentre la maggioranza della popolazione è afroamericana.

 

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