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Pugilato, Muhammad Ali di nuovo in ospedale

A meno di un mese di distanza dal’ultimo ricovero

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Ora l’obiettivo che Cassius Clay/Muhammad Ali ha davanti non è l’ennesimo titolo o trofeo, non è alzare ancora una volta i guantoni trionfante: è semplicemente tornare a casa in tempo dall’ospedale per festeggiare fra poche ore, sabato 17 gennaio, il suo settantatreesimo compleanno nella quiete familiare. È quello che spera l’addetto stampa e portavoce del campione, Bob Gunnell. Un’infezione alle vie urinarie: si tratta di accertamenti, roba di routine, dopo che per questo stesso male Ali era già stato ricoverato il 20 dicembre scorso, per poi venire dimesso il 7 gennaio. Sulle prime, in realtà, si pensò potesse essere polmonite.
Quale sia quest’ospedale, proprio non si sa: si può soltanto supporre che sia lo stesso del primo ricovero, anch’esso rimasto top secret.  Sul Mail Online Bruce Schreiner scrive che Ali è stato riammesso come degente per effettuare un follow-up: cioè, appunto, un controllo programmato secondo prassi per verificare lo stato di salute del paziente a una certa distanza di tempo dall'intervento subito. Allo stato non ci sono informazioni sufficienti per poter dire se si tratta di un controllo una tantum o del primo di una serie di follow-up già calendarizzati.    
L’ex gigante della boxe da anni soffre del morbo di Parkinson. Per tre volte campione mondiale dei pesi massimi, Ali, nato Cassius Marcellus Clay, fu anche un fervente attivista per la causa dell’emancipazione afro-americana. Proprio dopo aver aderito all’associazione dei “musulmani neri” decise di cambiare il suo nome anagrafico in Muhammad Ali. Fedele ai suoi principi politici, rifiutò di arruolarsi per il Vietnam nelle file dell’esercito dei “bianchi”, vedendosi così revocato, nel 1967, il primo titolo mondiale nonché la licenza pugilistica, e fu anche condannato a cinque anni carcere (per avere la libertà provvisoria fu costretto a pagare una cauzione). Poi però nel ’71 venne completamente assolto dalla Corte Suprema e la sua leggenda continuò incontrastata, fino al 1980.

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