Nuovo colpo della sicurezza afghana: dopo aver firmato l’operazione che, il 19 ottobre scorso, ha portato all’uccisione di al-Kuwaiti, importante esponente locale di al Qaeda, il 29 novembre gli 007 di Kabul, grazie ad un “sapiente lavoro di infiltrazione” – come annota Tolo Tv, citando fonti del Dipartimento nazionale di sicurezza -, hanno messo le mani su un arsenale di esplosivi appartenente ad estremisti filo-talebani. La base-deposito, spiega sempre Tolo tv, emittente afghana, è stata scoperta dagli agenti del Nds proprio in un quartiere della capitale. Era utilizzata dalla rete Haqqani come magazzino di stoccaggio per strumenti da impiegare in attentati cittadini: non solo esplosivi, in realtà, ma anche giubbotti e il resto dell’occorrente per azioni suicide.
Al sequestro della base si è accompagnata una retata di esponenti di quell’ala radicale: tra gli arrestati, c’è anche il gestore del deposito.
La rete Haqqani, che prende il nome dal suo fondatore, Jalaluddin Haqqani, è attiva sia in Afghanistan che nel confinante Pakistan (regione del Waziristan). Nata nel 1980, cioè al principio della guerra afghano-sovietica, dall’iniziativa di alcuni fondamentalisti islamici con sentimenti patriottici, è in pratica la sorella maggiore di Al-Qaeda, in cui è confluita all’inizio del nuovo millennio come sua “destra storica”. Ancora oggi molti dei venerati maestri al-qaedani militano o provengono da questo gruppo (si tratta della corrente più vicina al mullah Omar), che in Afghanistan ha sostenuto militarmente il regime talebano. Dopo l’11 settembre 2001 uomini di Haqqani hanno assistito il grande capo di al-Qaeda, bin Laden, nella sua fuga in Pakistan.

