Stato di emergenza in Giappone per un'eruzione esplosiva

si risveglia il vulcano Ontake, oltre 250 persone isolate in montagna

pubblicato il 27/09/2014 in Dal Mondo da Daniele Del Casino
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Daniele Del Casino

Una brusca e potente eruzione del vulcano Ontake, nel Giappone centrale, ha messo questa mattina in stato di emergenza il paese, a causa della sua potenza esplosiva e della poderosa colonna di gas e cenere che si è innalzata nel cielo.

Era dal 28 ottobre 1979, dopo la sua prima riconosciuta eruzione, che lo stratovulcano  non aveva più manifestato attività eruttiva ma la complessa conformazione, ben quattro vulcani collegati tra loro e coperti da spessi strati di eruzioni millenarie precedenti che successivamente hanno formato la catena montuosa delle Alpi giapponesi  e il monte stesso. Il vulcano Ontake si trova tra la prefettura di Nagano e quella di Gifu ed è, oltre che meta turistica anche luogo di pellegrinaggio religioso e molto frequentato tutto l'anno. La repentina eruzione di tipo esplosivo ha lasciato oltre 250 persone intrappolate intorno alla vetta, alta ben 3.067 metri ed è stata data notizia di almeno otto feriti, di cui uno grave, mentre continuano ad arrivare richieste di soccorso dagli escursionisti isolati ai pompieri di Nagano, che faticosamente insieme a squadre di soccorso della Polizia e team di emergenza medica stanno cercando di raggiungere la località e prestare soccorso via terra, impossibilitati ad usare gli elicotteri a causa del fumo e della cenere eruttiva presente in cielo. L'agenzia meteorologica giapponese ha fatto deviare tutti i voli per un raggio di centinaia di chilometri dall'eruzione mentre è stato stabilito un allarme di livello tre, su scala fino a cinque, per la pericolosità del vulcano. Il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha già fatto mobilitare l'esercito in appoggio al “Quartier generale per il controllo dei disastri”, la Protezione Civile nipponica, mentre continua a destare molta preoccupazione la spessa coltre eruttiva, che a causa della tipologia dei venti non si sta diradando e potrebbe costituire un continuo pericolo anche per la ricaduta della cenere. 

 

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