Argentina, approvato decreto contro violenza donne

Obiettivo: sradicare la cultura dei maltrattamenti di tipo sessista

pubblicato il 13/09/2014 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Veduta notturna della città di Salta

Dodici casi di donne fatte oggetto di violenza nel solo anno in corso, che aggiunti a quelli registrati dal 2006 fanno un totale di centotremila. Che cos’è questa No Woman’s Land? E’ la provincia argentina di Salta, nella parte nordoccidentale del paese albiceleste. Un territorio dai paesaggi naturali variegati e mozzafiato, degna cornice per un capoluogo, Salta, che conserva egregiamente le memorie del suo passato spagnolo. Sicuramente un Gran Tour per il viaggiatore, ma un Far West, se non addirittura un Libano, per l’abitante di sesso femminile. Più o meno per nove anni le autorità locali hanno fatto come molti sceriffi dei villaggi della celebrata epopea a stelle e strisce: hanno finto di non vedere, o messo la testa nella sabbia. Poi, dopo due omicidi nelle ultime settimane, vittime rispettivamente un’adolescente e una giovane donna, si è pensato bene di provare ad abbozzare una reazione.
Così, l’11 settembre, nella provincia è stato finalmente emanato un decreto di emergenza pubblica volto a contrastare  il fenomeno della violenza sul gentil sesso. Fenomeno è dir poco, da queste parti in realtà si dovrebbe parlare di un retaggio culturale atavico, anacronistico; una contraddizione spiacevole, lacerante, in un Paese, l’Argentina, alla cui guida da quasi dieci anni siede proprio una donna. Sconfiggere la cultura anti-femminile è la sfida principale del  provvedimento appena varato: per vincerla saranno sufficienti due anni, cioè il tempo in cui il decreto speciale rimarrà in vigore? 

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