Di campioni la cui rovina è stata segnata da comportamenti scorretti in campo, ma anche e soprattutto da comportamenti sregolati fuori dal campo, per non parlare dei lati oscuri o violenti del carattere che li hanno portati a compiere, insospettabilmente, l’irreparabile, la storia dello sport è piena. Pochi, però, potranno vantarsi di aver ricevuto le critiche accorate (e tali in modo particolare perché c’è lo sportivo appassionato dietro il censore) di un presidente Usa. Parliamo di Ray Rice, la stella americana del football i cui pugnI inflittI alla moglie (ma all’epoca del fattaccio era ancora la sua fidanzata) sono stati duramente e pubblicamente condannati dal presidente Obama. Manco a farlo apposta, nel giorno in cui si celebra il XX anniversario dell’introduzione della legge contro la violenza sulle donne, 10 settembre. “Colpire una donna non è un gesto da uomini. E’ una cosa indegna, e inaccettabile”.
Due colpi in faccia che hanno fatto perdere i sensi alla povera ragazza, Janay Palmer, con lui dentro un ascensore: tutto ripreso da una maledetta videocamera di sorveglianza. Possibile che l’astro di uno dei più grandi running back (come a dire ali, nel calcio) degli ultimi tempi debba spegnersi così, in modo vagamente tysoniano (cioè secondo il pessimo esempio di un altro grande nero dello sport)? A chi non è molto esperto di football americano gioverà ricordare chi è Ray Rice (o almeno chi è stato, fino ad oggi): motorino inesauribile di metà campo, per i Baltimore Ravens ha corso, dal 2009 all’inizio dell’anno corrente, la bellezza di più di seimila yard (molto più di 4000 km). E’ stato più volte decisivo con le sue segnature negli incontri di campionato più importanti e nel 2012 ha contribuito a trascinare i suoi alla conquista della NFL (National Football League, per lui è il primo titolo nazionale). Nel 2013 ha vissuto una stagione al di sotto dei suoi livelli standard, preludio di una fase problematica ben peggiore. A febbraio del 2014 l’”esecrabile gesto” e Rice viene risucchiato in una spirale negativa inesorabile: arrestato sulla base delle immagini filmate, poi rilasciato, ma nel frattempo sospeso per l’inizio del torneo dalla NFL. L’ 8 settembre la diffusione online del video che lo inchioda, e lo svincolamento forzato dai Baltimore Ravens oltre alla squalifica a tempo indeterminato da parte della Lega. E alla vergogna, alla demonizzazione. In attesa di un processo per violenza aggravata di terzo grado che si preannuncia molto caldo. Tutto il mondo crolla addosso al campione, eppure se c’è una cosa su cui Ray può ancora contare è proprio la vicinanza di Janay, dopotutto l’unica ad avere davvero voce in capitolo su di lui come “mostro”. Janay non solo ha avuto il coraggio di sposarlo, esattamente un giorno dopo le percosse subite, ma ha continuato a difenderlo quotidianamente da tutte le accuse. L’ultima “dichiarazione d’amore” su Instagram quasi in risposta alle parole di Obama: “Nessuno capisce il dolore che i media e le prese di posizione del pubblico hanno causato alla mia famiglia. Se i media volevano traumatizzare, mettere alla berlina se non addirittura distruggere lei e suo marito, hanno centrato in pieno il loro obiettivo”.

