Passaggio di consegne all’aeroporto di Tripoli: le truppe arabo-berbere della città di al-Zintan, dopo quattro anni, e mesi di duri scontri con le milizie rivali che si erano intensificati negli ultimi giorni, sabato 23 agosto sono state costrette a cedere il controllo della struttura e della zona circostante. I nuovi padroni dello scalo aereo della capitale sono gli uomini di Alba Libica (o Operazione Alba, in inglese Fajr Libya o Libya Dawn), una coalizione combattente islamica formata dai Rivoluzionari sostenuti dal presidente Nouri Abusahmain e dalla temibile milizia di Misurata, in pratica il braccio libico dei Fratelli musulmani. Naturalmente Alba non manca di avere importanti agganci con i gruppi jihadisti di Tripoli e Bengasi.
Finisce così l’egemonia sull’aeroporto di Bin Gashir (34 km a sud di Tripoli) degli alleati del generale dissidente Khalifa Belqasim Haftar, anti-islamico e filo-occidentale, che da Bengasi teneva in pugno Tripoli, servendosi proprio dell’aeroporto come avamposto: nei mesi scorsi, forte anche dell’appoggio del’Egitto, aveva tele-diretto un tentativo di colpo di Stato, un assalto al Parlamento e vari bombardamenti contro i fondamentalisti. La resa di Haftar e dei suoi uomini, com’è ovvio, non è stata morbida: prima di issare bandiera bianca, il generale ha ordinato un ultimo raid che ha mietuto venti morti tra le file islamiste e colpito la sede del ministero dell’Interno.
