La Crimea si 'rimette' in Russia: per Usa e Ue un 'referendum illegale'

Plebiscito per la riannessione alla 'terra madre'

pubblicato il 17/03/2014 in Dal Mondo
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Vero e proprio plebiscito per il referendum che si è svolto ieri in Crimea, stando i risultati ufficiali diffusi oggi secondo i quali il 96,6% degli elettori hanno votato 'sì' all'annessione della penisola ucraina alla Russia. Solo il 2,5% degli elettori ha scelto di rimanere nell'Ucraina con una maggiore autonomia, sempre secondo i dati diffusi dalla commissione elettorale.

Il Consiglio Supremo della Crimea aveva approvato una risoluzione di dichiarazione di indipendenza lo scorso 11 marzo per aprire la strada al referendum che si è svolto ieri.

"Nessuno ci potrà togliere la nostra vittoria, entriamo nella Russia" ha detto il primo ministro della Crimea, Sergei Aksionov. "Torniamo a casa, la Crimea con la Russia", gli ha fatto eco il presidente del parlamento della Crimea Volodymyr Konstantynov. Aksionov ha quindi annunciato che una delegazione della Crimea arriverà oggi a Mosca per discutere l'annessione della penisola sul Mar Nero. "Una delegazione del Parlamento della Crimea partirà per Mosca lunedì pomeriggio per altri incontri con la Duma ed il Consiglio della Federazione per finalizzare il processo di inclusione nella Russia", ha detto Aksionov precisando che questa mattina si svolgerà una sessione straordinaria del Parlamento per ratificare i risultati del referendum di ieri. Da Mosca Sergei Neverov, vice presidente della Duma, ha espresso soddisfazione per risultati della consultazione referendaria, sottolineando che "tutte le decisione legislative ncessarie sui risultati del referendum verrano prese al più presto possibile". "Il referendum mostra che il popolo di Crimea vede il proprio futuro come parte della Russia", ha aggiunto.

Mikhail Malyshev, il capo della commissione elettorale della Crimea, ha reso poi noto che l'affluenza alle urne è stata dall'83,1%. Salutato con soddisfazione dalla Russia, il risultato del referendum è stato dichiarato illegale da Stati Uniti ed Unione Europea.

Dopo la condanna da parte degli Stati Uniti, in cui si è affermato che il mondo non riconoscerà il voto che si è svolto sotto "le minacce di violenza ed intimidazioni da un intervento russo che viola le leggi internazionali", vi è stata una nuova telefonata tra Barack Obama e Vladimir Putin in cui il presidente americano ha avvisato il leader russo del rischio di "costi aggiuntivi" per la Russia, con un riferimento alla possibilità che vengano varate sanzioni da Stati Uniti e Ue. "Il presidente Obama ha ribadito che una soluzione diplomatica non può essere ottenuta mentre le forze militari russe continuano le loro incursioni nel territorio ucraino e che esercitazioni russe in larga scala non faranno altro che esacerbare la situazione", ha detto ancora Obama al presidente russo, secondo quanto riportato dalla Casa Bianca.

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