«Top gay». Così sono stati definiti i duecento presunti omosessuali pubblicati in una lista con nomi e cognomi da un giornale dell'Uganda. In prima pagina, dov'è presente la lista, c'è il titolo Scoperti!. La pubblicazione-provocazione è arrivata all'indomani della firma della contestatissima legge anti-gay da parte del presidente Museveni che il giorno dopo ha rincarato la dose definendo «disgustosi» gli omosessuali.
Sono tanti i volti noti inclusi nella lista. Fra questi ci sono un prete cattolico, un cantante hip hop e i principali attivisti omosessuali del Paese. C'è Pepe Julian Onziema che da tempo avvisa sul pericolo di violenze che una legge simile potrebbe scatenare.
ALL'ESTERO - Intanto, non si sono fatte attendere le reazioni dopo la firma della legge. Il segretario di Stato degli Usa, John Kerry, ha affermato «è un tragico giorno per l'Uganda e per tutti coloro ai quali stanno a cuore i diritti umani» minacciando una ripercussione sugli aiuti che dagli Stati Uniti vengono inviati al Paese africano. «Ora che questa legge è stata emanata - ha spiegato - stiamo iniziando a rivedere i nostri rapporti con il governo dell'Uganda per assicurarci che le forme del nostro impegno, compresi i programmi di assistenza, sostengano le nostre politiche anti-discriminatorie e riflettano i nostri valori».

