ESERCITO ALGERINO UCCIDE I SAHRAWI NEI CAMPI DI TINDOUF

Sahrawi di campi: Impiantati ed isolati dal mondo, puniti di sopravvivere dagli aiuti umanitari in una geografia e clima ostili, peggiorata dal divieto di lavoro, la circolazione, la sicurezza, la giustizia e carta HCR

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 06/05/2021 in Dal Mondo da Belkassem Yassine
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Belkassem Yassine
Said giovane sahrawi ucciso dell'esercito algerino nei campi di Tindouf
L'esercito algerino prosegue la sua ostilità nell'uccidere chiunque cerca di trovare un lavoro per sopravvivere nei campi di Tindouf totalmente isolati e fortemente circondati da cordoni militari algerini. Infatti, l'assalto feroce dell'esercito algerino avvenuto la sera del 4 maggio contro un gruppo di saharawi mentre cercavano oro nel "campo di Dakhla" ha causato la morte di due persone, tra cui il giovane Said Ahmad Salem Rguibi, della tribù Rguibat Ahl Qassem. Durante l'assalto armato è stato ferito un altro saharawi, arrestati due e scomparsi altri sei.
L'esecuzione extragiudiziale è ben conosciuta nei campi di Tindouf. Una analoga esecuzione è stata verificata nell’ottobre 2020 quando i militari algerini hanno bruciato vividue ricercatori d’oro saharawi in un pozzo.  
Gli abitanti dei campi sono impiantati ed isolati dal mondo da parte dell'esercito algerino e i miliziani del gruppo Polisario, puniti di massa di sopravvivere dagli aiuti umanitari internazionali in una zona di geografia e clima ostili, peggiorata dal divieto di lavoro, la circolazione, la sicurezza, la giustizia e la protezione internazionale HCR dell'ONU.
 

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