La carta di credito che ti assicura l'eternità

Accade nel duomo cattolico di Vienna

pubblicato il 23/08/2019 in Dal Mondo da Giorgio Nadali
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Giorgio Nadali

di Giorgio Nadali

Che affare! Un cartello luminoso corredato di macchinetta per ricevere i pagamenti con carta di credito. 5. 10, 50, 100, sino a 500 euro di donazione. Il vantaggio? Assicurarsi adirittura l'eternità. Un grande affare in confronto al guadagno del tempo infinito, l'eternità appunto. Un bel cartello luminoso che recita anche in italiano "Doni e si assicuri l'eternità". Inserisci qui sotto la tua carta di credito e dona per essere certo della tua eternità. Ipotizziamo che con cento euro si ottenga un cielo dantesco più alto dei miseri dieci euro e che con cinquecento l'empireo sia tuo. Dove trovo questo capolavoro dell'advertising? Nel luogo deputato ad elevare lo spirito all'eternità: Una chiesa. Ma non una chiesa qualsiasi, nel duomo cattolico di Vienna, nella Stephan Platz della capitale austriaca. Nei tempi antichi la vendita cattolica delle indulgenze ha permesso la costruzione della chiesa più grande del mondo - San Pietro in Vaticano. Correva l'anno 1506 e con un fiorino d'argento nella cassetta si liberava un parente dal fantomatico purgatorio. La gente dei villaggi tedeschi a quel tempo veniva terrorizzata da monaci che realizzavano scene infernali per convincere la gente a fare offerte per salvare un'anima cara. Come dire, Gesù Cristo non può salvare, ma la tua generosa offerta econonomica sì. Un ritorno alla blasfema lucrazione cattolica a favore della salvezza dell'anima? Per tutto il resto - eternità compresa - c'è Mastercard? No, una enorme gaffe di comunicazione per sponsorizzare le offerte di ristrutturazione dell'organo della cattedrale. O almeno, così vogliamo sperare.  Il luogo, il contesto, le parole. Tutto questo crea l'equivoco. 

Questo accade quando le parole non sono usate nel giusto contesto e scelte con attenzione. Le parole contano e suscitano emozioni positive o negative. L'esito di una iniziativa passa attraverso una comunicazione di successo. Come per quel non vedente che aveva fatto scrivere "Aiutatemi, sono cieco". Un cartello sul maciapiede per appellarsi al buon cuore dei passanti. Pocchissime offerte, poverino. Il fatto è che anche il buon cuore passa attraverso le emozioni che il cervello trasmette. Prima si emoziona, dopo si convince. Una ragazza non gli dà un'offerta in denaro, ma fa molto di più per lui. Riscrive il cartello: "Oggi è una bellissima giornata, ma io non posso vederla". Offerte quintuplicate. Ha fatto centro nel cuore di chi legge. Le parole contano. Nella stessa città di quel duomo Sigmund Freud diceva:  "Attraverso le parole ognuno di noi può dare a qualcun altro la massima felicità oppure portarlo alla totale disperazione”.  In università insegno da anni "comunicazione e successo", perchè il successo passa sempre attraverso una comunicazione efficace e non conta quello che dici o scrivi, ma quello che gli altri poi capiscono.       

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