Pacchi alimentari per i meno abbienti: un commento alla proposta dell'amministrazione Trump

L'amministrazione Trump ha proposto un piano per tagliare gli aiuti alimentari per le famiglie a basso reddito, dando loro cibo in scatola selezionato dal governo

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 19/02/2018 in Dal Mondo da Dario Calligaro
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Dario Calligaro

Secondo me, non è poi un'idea del tutto malvagia, da scartare a priori. Va certamente valutata e va stabilito cosa ci deve essere nelle razioni. Psicologicamente potrebbe avere un impatto meno pesante rispetto ad andare in un negozio e presentare il buono alimentare, in quanto immagino che ci saranno punti di distribuzione diversi dalla rete commerciale. La componente psicologica non è mai da sottovalutare nelle questioni sociali ed economiche, soprattutto nell'epoca dell'interconnessione, della condivisione a tutti i costi e dell'ostentazione delle apparenze.

La Sig.ra Cremaschi, attuale Assessore alle Politiche Sociali della Regione FVG, ora candidata alla Camera dei Deputati, durante un incontro di qualche anno fa, mi chiese perché insistevo sull'allargamento della carta famiglia, piuttosto che concedere aiuti diretti (tipo contributi, sussidi o altro). Le risposi che se avessero allargato la carta famiglia a tutte le famiglie con vario grado di sconto, poteva andare dai grandi distributori dicendo: ti porto un pacchetto clienti di un milione e duecentomila persone, vedi di fare un prezzo ad hoc. Oltre al fatto che il senso di imbarazzo si sarebbe attenuato se l'avessero avuta tutti, rispetto ai pochi, sempre per la questione psicologica.

All'epoca mi chiese anche una riflessione scritta, dicendomi che in linea teorica era una cosa da valutare. Poi, però, mi pare che non ne abbiano fatto nulla, lasciando la carta alle sole famiglie con figli.

L'idea dei pacchi alimentari di Trump, secondo me, non è poi così brutta come viene dato da intendere tra le righe dell'articolo dell'Independent. Ma è comprensibile che in questo clima di feroce antitrumpismo incondizionato, ogni occasione sia valida per criticarlo e metterlo in difficoltà. Ci sta, è il gioco della politica.

Saremo dei romanticoni, ma qualche volta ci piacerebbe leggere, anche sullo stesso giornale, due analisi contrapposte sullo stesso argomento. I giornali che vanno sempre da una parte (o dall'altra) a lungo andare diventano solo strumenti politici per gestire feudi elettorali.

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