Sono state diverse le peculiarità di queste ultime elezioni americane. Innanzitutto i toni decisamente alti, con scarsa mediazione e molta voglia di colpire alcuore l’avversario con ogni mezzo.
Altro dato interessante è stata la grande affluenza: 200 milioni di persone si sono registrati per votare. Venti anni fa, durante le elezioni del 1996 dove fu eletto il marito di Hillary Bill Clinton, se ne registrarono poco più di 127 milioni.
Con il grande numero degli elettori e gradi disguidi. Ci sono state grandi attese per lunghe code problemi tecnici e confusione ai seggi, con le ovvie difficoltà incontrate dagli elettori primi tra tutti le comunità ispaniche e afro-americane. Oltretutto secondo alcune ricerche per ogni ora che un cittadino attende di votare ai seggi , la possibilità che un elettore torni a votare 4 anni dopo si abbassa dell’1 per cento.
Altra curiosità: i famosi sticker che a questo turno hanno invaso Instagram e gli altri social, ossia selfie di cittadini con l’adesivo “Io ho votato”.
Una tradizione nata negli anni ’80 e con un forte valenza psicologica: pare infatti che molti americani vadano a votare proprio per potersi poi esibire in foto prima e nei social poi con il famoso sticker.

