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Usa, Trump vuole giudici anti-aborto

Annuncio a New York

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Paladino Oltreoceano del partito (globale) del Family Day.

Se sarà eletto presidente, ha annunciato a New York durante un incontro, avvenuto martedì 21 giugno, con la comunità evangelica e dei cristiani conservatori (già sostenitori di Ted Cruz), Donald Trump si impegnerà a nominare “giudici della Corte Suprema con posizioni dichiaratamente anti-abortiste (pro-life judges)”.

Nel corso dell’incontro, scrive Life News, Trump ha presentato presentato una lista di 11 magistrati papabili per la Corte Suprema, da lui precedentemente elaborata. Sulla scelta dei candidati, aveva puntualizzato, aveva contato molto il loro profilo pro-life.

Con tali posizioni, il bilionario promette naturalmente guerra aperta all’associazione Planned Parenthood, che da sempre si batte negli Usa per la per la genitorialità pianificata e la legislazione abortista.  Egli starebbe già seriamente meditando di tagliare i finanziamenti all’organizzazione,  che considera responsabile dell’uccisine di 330.000 bambini in grembo all’anno.

Gli ultimi sondaggi indicano che gli evangelici – che, come scrive il Washington Post, rappresentano un quinto della popolazione del Paese -, stanno virando decisamente dalla parte di Trump. Questo si spiega col fatto che, sul fronte democratico, Hillary Clinton è invece un’abortista convinta.

Altro punto programmatico, decisamente più liberal,  del possibile dopo-vittoria trumpiano è l’abolizione del divieto di esenzione fiscale per i gruppi e le associazioni che fanno politica (comprese le chiese, ma anche in questo caso si può leggere un guanto di sfida a Planned Parenthood); una franchigia, questa, che è in vigore dai tempi di Lyndon Johnson, il successore di Kennedy.

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