Passioni da “supereroi”: la musica del Thè delle Sei

La rubrica delle persone comuni

pubblicato il 27/06/2016 in Attualità da Chiara pirani
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Chiara pirani

Sono le sei. È il momento di prendere un thè?

No, è proprio giunta l'ora di gustare una bella intervista in sala prove.

Pare che Gianluigi e gli altri membri del gruppo, nato per caso, non ne escano mai...

 

“Siamo nati per sbaglio. Dovevamo provare dei pezzi per un solo concerto e ci siamo ritrovati in sala prove io, Emidio e Leonardo. A noi si è aggiunto Riccardo, il bassista. Così abbiamo continuato, in occasione del Remembering per Luca.”

 

Un gruppo solido, che ha trovato fissa dimora tra gli strumenti e qualche tazza di the.

 

Non usciamo mai dalla sala prove: per noi è uno state of mind.

In effetti, non sempre possiamo esserci col corpo, però posso dire con certezza che con la mente ci siamo, in ogni momento.”

Ma facciamo un passo indietro. La prima volta sul palco non si scorda mai.

Eppure c'è qualcosa che i nostri patiti di the non possono smettere di replicare...e ci scherzano su.

 

“Quando abbiamo suonato per la prima volta, sarà stato l'evento, a cui eravamo particolarmente felici di partecipare, o semplicemente il fatto che fosse la prima volta, eravamo a tremila.

Ma abbiamo un tratto che ci contraddistingue: ogni volta che suoniamo dal vivo dobbiamo andare in bagno...”

Sarà quello il luogo-fonte d'ispirazione?

Si scherza ovviamente!

 

“Abbiamo cominciato con le canzoni che ci piacciono di più: amiamo l'indie rock e in particolare Calcutta, i Verdena e i Cani.

Al Bolognino d'Oro abbiamo presentato il nostro pezzo, a cui teniamo particolarmente: “Le medicine del mio cane”.

Il punto di partenza per la realizzazione di un sogno? I nostri ragazzi affermano, ridendo, di puntare in alto.

“Il nostro sogno è suonare il più possibile. Non abbiamo obiettivi precisi: ci affidiamo al caso.

Una cosa che ci piacerebbe fare, però, c'è: portare il rock italiano in Zimbabwe.”

 

Ma...perché “The delle Sei”?

 

“Ci piace il the e, di solito, proviamo alle sei.

Ci definiamo un gruppo molto aperto: si può dire che noi quattro formiamo la “formazione base”, ma ci accompagnano spesso anche Marianna Adorante e altri ragazzi che suonano.”

Ogni informazione in più è rigorosamente top secret. Non resta che ascoltarli.

Il genere non possiamo svelarlo. Potrete scoprirlo solo sentendoci suonare.

Chiunque voglia ingaggiarci o chiamarci per un evento può farlo. Non aspettiamo altro.”

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