Bulgaria, si allunga muro anti-immigrati

Ultimati altri 35 km di barriera al confine con Turchia

pubblicato il 31/05/2016 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Rumyana Bachvarova, ministro dell'Interno bulgaro

Si aggrava l’emergenza, aumenta la paura, si allargano le barriere.

Quasi una formula matematica. La matematica della psicosi anti-immigrati. La Bulgaria ha portato a compimento, all’inizio della settimana, la costruzione di ulteriori 35 km di barriera di filo spinato sul territorio del distretto di Jambol o Yambol, al confine con la Turchia (la sua parte meridionale segna il finis tra il paese tricolore e la parte europea della nazione della mezzaluna, meglio nota come Tracia orientale). Scopo del limes? Fin troppo chiaro: arginare il flusso illegale di clandestini proprio dal paese di Erdogan.

Prima del nuovo prolungamento la barriera era lunga 32 metri. Il primo spezzone era stato ultimato a settembre del 2014, e c’è da dire che era servito in modo ottimale allo scopo: grazie al muro, infatti, nel corso del 2015 solo 4mila immigrati sono riusciti ad entrare in Bulgaria, mentre nel 2013, senza protezioni a sud-est, i clandestini entrati nel paese slavo erano stati ben 11mila.

All’inizio del 2015 il ministro dell’Interno bulgaro, Rumyana Bachvarova, aveva previsto che il muro avrebbe avuto un’estensione complessiva di 170-160 km: adesso i calcoli della lunghezza sono stati rivisti, e si stima che la barriera potrebbe raggiungere i 268 km. L’idea è quella di piazzare una guardia ogni cento chilometri.    

Per quanto riguarda l’altro confine caldo, quello con la Grecia, alla difesa muraria il governo di Sofia preferisce invece quella armata: per assistere la polizia nelle operazioni di presidio e salvaguardia del valico di Kulata-Promahon, che rappresenta appunto la frontiera con l’Ellade, il premier Borisov ha inviato un reparto militare di sessanta uomini con equipaggiamento tecnico. Lo scorso febbraio, per un breve periodo, il valico era stato chiuso al traffico automobistico.

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