Armi da fuoco, no di Washington

“Non abbiamo paura di prendere l’iniziativa”

pubblicato il 09/01/2016 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Jay Inslee, governatore di Washington DC

Caporetto obamiana, ma non onnilaterale.

Da una parte il niet del Congresso alla riforma sanitaria, dall’altra il coraggioso governatore del District of Columbia,  il democratico Jay Inslee, che dice sì convintamente alla crociata contro la proliferazione delle armi di fuoco, e firma un ordine esecutivo ad hoc. Il catalogo dei grandi traguardi del President of the Change, lo sappiamo bene, disegna un triangolo: Obamacare, riforma dell’immigrazione e, appunto, la campagna contro la libera (troppo libera) circolazione di fucili e pistole nella città Usa.

L’ultima, grande battaglia (in ordine di tempo, naturalmente), per la quale il Presidente sembra voler andare fino in fondo come per le altre. Scavalcando anche il Congresso, che continua a traccheggiare, vincolato com'è, accusa Obama, ai rapporti stretti con l'Associazione nazionale delle armi da fuoco (National Rifle Association). Parte integrante del piano in dieci punti elaborato dall'Amministrazione è l'appello alla coscienza dei cittadini e delle varie amministrazioni statali americane.

Lanciato l'input, Obama si augura dunque che possano essere tanti gli angoli della Federazione pronti a reagire in senso favorevole alle sue esortazioni operative, oltre che etiche. Per il momento, comunque, per lui non è certo poca soddifazione constatare che nella capitale la linea della Casa Bianca ha già vinto.

Il Congresso cincischia? La città-guida degli Stati Uniti non può esimersi dal dare esempi all’avanguardia, perché, dice Inslee, “Ogni singolo giorno qualcuno qui, nella città di Washington, muore a causa di una violenza armata, e dunque non possiamo avere paura di prendere iniziative in questo campo”. “Questa è una risposta ad un’emergenza di salute pubblica." I numeri non mentono: tra il 2012 e il 2014, ha dichiarato il governatore presentando il suo provvedimento, “665 persone a Washington sono morte a causa delle armi da fuoco”. Per quasi l'80 per cento si tratta in realtà di suicidi, una vera emergenza nell’emergenza.

Gioco di squadra: è la parola chiave suggerita da Obama. Difatti, all’ombra della Casa Bianca,  la campagna anti-armi da fuoco e per la prevenzione dei suicidi vedrà la sinergia del Dipartimento di Stato della Sanità e di quello dei Servizi Sociali e sanitari, oltre che dell’Università di Washington. Tutti uniti contro la peggiore guerra civile americana: guerra quotidiana.

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