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Migranti e Siria, ultime emergenze 2015

Sbarcati a Palermo gli oltre 900 profughi del Canale di Sicilia

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Ultime ma non ultime.

Le situazioni che hanno costituito i leitmotiv emergenziali dell’anno ormai al termine si sono implacabilmente trascinate fino in coda. Innanzitutto, se non altro perché vede coinvolto in prima linea il nostro Paese, Il capitolo migranti, con i 931 profughi ("Desperada Armada") soccorsi sotto Natale nel Canale di Sicilia e sbarcati il 28 dicembre nel porto di Palermo, dove ad accoglierli hanno trovato i medici dell’Asp di Palermo, la Croce Rossa e la Caritas

Ottocentoquarantuno uomini, sessantaquattro donne e una ventina di bambini sono scesi dal mercantile norvegese "Siem Pilot" provveduto dall’agenzia Frontex.  La maggior parte proviene dal Centro Africa; almeno 116 di loro, però, sono tunisini, e per loro si prevede un rimpatrio a breve.

Questione Isis, che si intreccia con l’emergenza Siria. Su questo fronte, luci e ombre. Per metà, infatti, sembra profilarsi una felice fine d’anno: e questo perché, dall’Iraq, arriva la notizia che la città di Ramadi, capoluogo della provincia di Al-Anbar, sarebbe stata sottratta ai miliziani  dall’esercito iracheno. Come ha dichiarato il portavoce delle unità anti-terrorismo di BaghdadSabah al Numan, intorno alla città “non c’è più alcuna resistenza da parte dell’Isis” (i cui uomini avrebbero abbandonato il complesso fortificato degli edifici governativi nel centro della città) e “la battaglia è vinta”. In realtà bisogna rettificare: in periferia ancora si combatte, ma il centro del capoluogo appare saldamente riconquistato.

Scenario sempre oscurissimo, invece, in Siria. Parliamo più precisamente della provincia di Homs, ormai in mano allo Stato Islamico ad eccezione del capoluogo, già piazzaforte dei ribelli anti-Assad ed ora  in mano alle truppe di Damasco. Qui in un doppio attentato, uno suicida l’altro compiuto per mezzo di un’autobomba, sono morte 30 persone e, secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani,  ne sono rimaste feriti altre 90, che diventano 132 in base alle stime della tv siriana. La città era stata teatro già all’inizio di ottobre di un attacco kamikaze, che mieté 39 morti: di essi solo 9 erano adulti.

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