Jacopo Cavallaro, quando l'arte diventa terapia

Il noto attore ha pubblicato un video sul web attraverso il quale auspica al tempo del Coronavirus che possa far emergere in tutti una sana creatività

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 28/03/2020 in Curiosità da Sante Cossentino
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Sante Cossentino

Nuovi progetti per l’attore, cantautore e sceneggiatore italiano Jacopo Cavallaro. Nato a Zafferana Etnea l’11 ottobre 1989, il ragazzo è stato di recente uno dei protagonisti – nel ruolo di Antonio Pallante, l’attentatore di Palmiro Togliatti – di “Storia di Nilde”, il docu-dramma diretto da Emanuele Imbucci con protagonista Anna Foglietta. Oltre ad impersonare l’autore siciliano Martoglio, nello spettacolo da lui stesso prodotto intitolato “Io… Martoglio”, Cavallaro è stato anche tra i volti dell’ultimo Festival del Cinema di Venezia per presentare “Il Legame”, cortometraggio con al centro una storia che parla di responsabilità e cambiamento, incentrato sulla tematica dei rifiuti e della raccolta differenziata. In trattative per realizzare la sua prima opera cinematografica, di cui ha curato il soggetto insieme all’amico e regista Luca Arcidiacono, Jacopo sta attualmente scrivendo un nuovo testo teatrale per parlare di “Diversità, ossia una sorta di indagine verso una società che deve accettare la diversità non come un ostacolo, ma come punto di partenza e di crescita per costruire relazioni. In attesa di conseguire una laurea magistrale in Arte per la terapia all’accademia di belle Arti di Roma, attualmente in standby a causa dell’emergenza Coronavirus, Cavallaro ha anche girato una serie Netflix, anche se per ora non può parlare né tanto meno annunciare il titolo. Nel suo curriculum ci sono anche le partecipazioni alle fiction Come un Delfino, Squadra Antimafia – Palermo Oggi, Il Capo dei Capi, La Catturandi, senza tralasciare l’attività teatrale, intrapresa dal 2005.

Da qualche giorno, ha pubblicato sul web il video “La Vita è fatta di centimetri”, che lui stesso ha spiegato approfonditamente:

“Nasce dalla volontà di voler dare un mio piccolo contributo alla causa che in questo momento sta mettendo in ginocchio l’Italia e non solo. Chiaramente non è niente in confronto alla lotta che stanno affrontando in prima linea i medici e tutti coloro che sono esposti giornalmente, confidiamo in loro e soprattutto diciamo grazie per tutto quello che stanno facendo. Così come un grazie immenso va ai militari anche loro continuamente esposti al problema. Credo che ognuno nel suo piccolo possa fare qualcosa, chi più chi meno”.

Ispirato dal film “Ogni maledetta domenica” del 1999 diretto da Oliver Stone, nel quale Al Pacinova interpreta il mister Tony D’Amato che incitava la sua squadra a lottare, Jacopo ha tratto spunto da questo dialogo per fare il suo personale ringraziamento a chi, proprio in questi giorni, sta dedicando anima e corpo a risanare l’emergenza scaturita dal Coronavirus:

“Dobbiamo batterci e lottare per conquistare terreno, ma non possiamo farlo da soli siamo una squadra quindi dobbiamo avere fiducia del compagno, che in questo caso sono tutti coloro che lottano per noi, così come anche per le forze politiche che dovendo scegliere nel tentativo di fare delle scelte giuste avvolte si trovano in difficoltà, ecco bisogna avere fiducia in tutte queste persone. Ma l’impegno viene dal singolo. Ognuno fa quello che può. Già chi rimane a casa, con tutti i dovuti sacrifici e le rinunce alle proprie abitudini sta facendo un passo verso quel guadagnare terreno per la vita di tutti. Perché è nella somma di quei centimetri, che andremo a sommare, che si deciderà quale sarà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza tra vivere e morire. Ecco credo che questo mio piccolo gesto possa in parte essere un contributo alla lotta che stiamo portando avanti. #unitisivince #iorestoacasa sono queste le parole che ultimamente si sentono più pronunciare, credo che in questo monologo vengano espresse pienamente.”.

Un invito quello di restare a casa, per combattere il mostro invisibile del virus, che ha distrutto le nostre abitudini, ma che Cavallaro auspica possa far riemergere in tutti l’innata creatività:

“Da diversi anni ormai oltre al mestiere dell’attore mi occupo anche di Arte Terapia, e delle sue applicazioni in diversi ambiti da quello scolastico educativo a quello lavorativo così come nel teatro. Ho capito che la creatività è qualcosa che può servire veramente a far emergere parti di noi nascoste, in più è quella attraverso cui affrontiamo le difficoltà. La creatività è un valore importantissimo della vita di ognuno di noi attraverso cui è possibile sviluppare le proprie potenzialità, utilizzare l’immaginazione per esprimere se stessi, fare scelte originali e valorizzare la propria vita”.

Una creatività familiare che Jacopo conosce bene, essendo figlio di uno scenografo e di una pittrice e fratello di un musicista:
“Ci tengo a dire che il video è totalmente frutto di un lavoro semplice fatto in casa senza nessuna pretesa, ma realizzato proprio per il piacere di condividere qualche ora assieme a mio fratello, a mio padre, e mia madre. Le musica che si sente infatti è stata realizzata interamente da mio fratello Mattia Cavallaro, compositore con cui collaboro spesso in occasioni del genere. Invito tutti quindi a creare in questo senso non qualcosa che debba essere giudicato o approvato da un pubblico, ma un qualcosa che possa trovare l’approvazione dentro di noi, che ci piaccia e basta perché realizzato proprio per il piacere di farlo e di condividere quei momenti con i nostri familiari.

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