Sala gremita, venerdì 8 aprile per il convegno-dibattito “Identità e Cultura: un futuro per Palermo”, organizzato al Grand Hotel delle Palme di Palermo dal Dipartimento Nazionale Cultura della Lega, alla presenza del Sottosegretario di Stato alla Cultura, senatrice Lucia Borgonzoni e dell’assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà. Fra il pubblico, molti esponenti del mondo della cultura: artisti, musicisti, direttori di festival teatrali, drammaturghi, attori, editori, direttori di teatri privati, galleristi, ma anche rappresentanti sindacali e numerosi responsabili di associazioni e fondazioni culturali palermitane.
“Quando parliamo di cultura spesso pensiamo al nostro passato, a quello che siamo stati. Ma cultura è anche quello che siamo oggi e, soprattutto, rappresenta il punto di partenza per costruire l’Italia di domani. Non esisterebbe infatti prospettiva di crescita senza una visione di lungo periodo centrata sulla valorizzazione dei luoghi magnifici di cui la nostra Penisola è ricca e degli straordinari prodotti simbolo della nostra identità, così come delle eccellenti professionalità che ruotano attorno alle imprese culturali. È in questa direzione che vanno gli investimenti e le misure attivati negli ultimi mesi ed è a questo obiettivo che mirano le azioni che stiamo mettendo in campo. Patrimoni artistici immensi – come quelli custoditi da Palermo e dalla Sicilia, terra di meraviglie uniche, in alcuni casi purtroppo troppo poco conosciute – meritano tutto il nostro impegno, perché siano riqualificati e promossi quanto più possibile. Grazie alla spinta culturale che possono dare Palermo e la Sicilia, l’Italia potrà ripartire più forte di prima”. Così il Sottosegretario di Stato per la Cultura Lucia Borgonzoni.
“Palermo ha bisogno di risorgere dalle macerie – ha detto l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – perché non è possibile vivere di sole emergenze, ma occorre costruire le basi per la rinascita della Città, che punti finalmente sulla cultura come fattore di sviluppo stabile. La politica cittadina degli ultimi anni, fra slogan e proclami, a Palermo ha prodotto soltanto parole d’ordine prive di una progettualità di lungo periodo. Occorre far leva sui beni culturali, sull’identità antica di Palermo, sul genio dei suoi artisti, su una collaborazione pubblico-privati. Al prossimo sindaco chiederemo di attivare un tavolo permanente sulla cultura, che permetta all’Amministrazione di avere un rapporto costante con chi vive ogni giorno le esigenze di questo settore”. “Una volta al governo della Città – ha aggiunto Alberto Samonà – restituiremo all’assessorato comunale il nome di “Assessorato alla Cultura”: ribattezzarlo, da parte dell’attuale sindaco, assessorato alle culturE è stato un tentativo di farne il simbolo di uno scontro ideologico che non ci appartiene. In questi anni, con la nostra azione di governo, abbiamo dato prova con i fatti di ciò che si può fare: se si vuole uscire dalla palude nella quale la Città è precipitata, una collaborazione stretta fra Regione e Comune non è più rinviabile”.
Al convegno sono intervenuti diversi rappresentanti dell’associazionismo culturale palermitano, oltre a noti esponenti del mondo della cultura. Fra questi, il celebre tenore Pietro Ballo, Letizia Casuccio, Direttore Generale di CoopCulture, il Maestro Mimmo Cuticchio, Oprante e anima dell’Associazione Figli d’arte Cuticchio, Francesco Panasci, fondatore di Panastudio Gruppo editoriale, Gabriella Renier Filippone, fondatrice della “Settimana delle Culture”, Carla Garofalo, Presidente dell’Associazione Flavio Beninati, il Maestro Ignazio Garsia, Presidente della Fondazione “The Brass Group”, Giuseppe Sciarabba, Direttore del Gal Terre Normanne e Bernardo Tortorici di Raffadali, Presidente dell’Associazione Amici dei Musei Siciliani. In sala, nelle prime file, inoltre, erano presenti i parlamentari nazionali Francesco Scoma e Luca Briziarelli e il deputato regionale Vincenzo Figuccia. L’incontro è stato moderato dal giornalista del quotidiano La Sicilia, Giuseppe Bianca.
"Perché gli artisti devono subire le falle della politica?" - chiede Francesco Panasci, fondatore di Panastudio - abbiamo visto morire tanti artisti come Scaldati. Siamo stanchi di un sindaco che piange i morti, inoltre quando avevamo le risorse venivano investite erroneamente con milioni di euro spesi senza alcun ritorno per il territorio, adesso in assenza di risorse si chiede aiuto, tutto quello che è stato realizzato a Palermo e per Palermo fino ad oggi è stato frutto solamente dell'impegno dei singoli imprenditori e quindi dei privati, il sindaco ci ha sempre lasciati da soli, per cui denunciamo l'asssenza totale delle istituzioni locali".
"Un esempio per tutti, è inaccettabile registrare per Palermo l'agonia dei teatri oramai senza risorse abbandonati al loro destino come se la cultura fosse solo una zavorra - rilancia a margine del convegno il Segretario regionale dell'Ugl creativi Sicilia, Filippo Virzì - la cultura dovrà essere con i suoi teatri e con tutte le sue maestranze un volano di ricchezza e di rilancio di una città oramai ingessata dalla burocrazia e dall'inerzia".

