Un anno di COVID19

Situazione in Italia dai vaccini, passando per le scuole e arrivando ai dati

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 15/03/2021 in Cronaca da Sonia D’Amico
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Sonia D’Amico
A tutti voi GRAZIE

È passato un anno da quando il Coronavirus ha fatto il suo ingresso in Italia, infatti dopo la Cina, proprio l’Italia è il primo Paese che si è trovato a fare i conti con il nuovo Coronavirus, con gli ospedali che hanno iniziato a riempirsi in Lombardia e l’Italia che diventa il nuovo epicentro del virus che si diffonde in tutte le Regioni, nonché negli altri Paesi del Mondo, bloccando il movimento di persone e l’economia.

Il virus si diffonde rapidamente e in un territorio sempre più vasto. L'epidemia è in gran parte fuori controllo. L'Organizzazione Mondiale della Sanità l'11 Marzo 2020, dichiara ufficialmente lo stato di pandemia. A poco più di due mesi dall'identificazione della sequenza virale di Sars-Cov-2 iniziano le prime sperimentazioni dei vaccini per Covid-19. Da quel momento ad oggi sono 69 i vaccini in fase sperimentale nell'uomo. 

Nella maggior parte dei Paesi, i tentativi di ridurre la circolazione del virus SARS-CoV-2 e l’insorgenza della COVID-19 si sono basati principalmente su misure di contenimento, tra cui la restrizione delle interazioni sociali, il divieto di movimento all'interno del territorio nazionale e la chiusura di tutte le attività non essenziali durante la pandemia, comprese le scuole.

La pandemia che lo scorso anno ha costretto gli studenti a interrompere bruscamente la loro presenza a scuola tre mesi prima della conclusione dell’anno scolastico, ha duramente segnato anche nel 2020/21 la loro possibilità di frequentare le aule scolastiche.

La chiusura delle scuole è iniziata nel febbraio 2020, l'11 marzo è stata dichiarata la pandemia, spingendo il 91% degli studenti del mondo ad abbandonare le aule nel mezzo dell’anno scolastico. 

Dopo un'estate dove in Europa i casi si sono ridotti al minimo, Francia, Spagna, Germania e successivamente Italia sperimentano la risalita nel numero dei contagi. Al di là del numero totale di casi, non comparabile tra la prima e la seconda ondata, in Italia assistiamo ad un contagio diffuso su tutto il territorio nazionale. Una situazione differente rispetto a marzo 2020, quando la maggior parte dei casi e dei decessi si è registrata al Nord. Dopo gli annunci avvenuti in novembre, a metà dicembre viene ufficialmente approvato dall'FDA (e in seguito da EMA il 21 dicembre) il primo vaccino della storia contro Covid-19. Si tratta di BNT162b2 sviluppato da Pfizer BioNTech, il primo vaccino con tecnologia a mRNA. Il 27 dicembre segna una data storica per l'Unione Europea: nella mattinata iniziano contemporaneamente in tutti gli Stati membri le prime iniezioni del vaccino. L'inizio di una nuova era nel contrasto alla pandemia. Ma per ora, l'Italia è ancora ferma. Mezzo Paese dal 14 Marzo 2021 torna in zona rossa (Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana, Marche, Trento e Bolzano) e mezzo in zona arancione (Basilicata da domani, Campania, Abruzzo (di cui molti Comuni in zona ROSSA), Calabria, Liguria, Molise, Puglia, Sicilia, Umbria e Valle d’Aosta). Rimane in fascia bianca la Sardegna.

La zona rossa sarebbe necessaria non solo per contenere l’avanzata del virus e delle varianti, ma per la campagna di vaccinazione, da sempre una priorità del governo. In arrivo circa 9 milioni di dosi. Dal 1° aprile e per i prossimi tre mesi dovrebbero arrivarne circa 17 milioni al mese. L’obiettivo dell’esecutivo, secondo il ministro Speranza, è quella di raggiungere la metà della popolazione.

Ricordiamo cosa si può fare e cosa no nelle varie Regioni, in base al colore.

Nella zona rossa consentito spostarsi dalle 5 alle 22, anche dentro il comune solo per  motivi di lavoro, salute o necessità. Vietati gli spostamenti verso altre case private. Chiusi tutti i negozi al dettaglio, tranne rivenditori di generi alimentari, farmacie, parafarmacie, tabaccai, edicole e altri servizi come ferramenta, ottici e negozi di informatica. Chiusi parrucchieri. Chiusi bar e ristoranti, con asporto limitato alle 18 per le attività senza cucina. Chiusi cinema, teatri, musei, palestre e piscine. Sospese lezioni in presenza.

Nella zona gialla consentito spostarsi dalle 5 alle 22 nella regione. Ok spostamenti verso una casa privata una volta al giorno in massimo 2 persone (esclusi under14 e persone disabili o non autosufficienti). Aperti fino alle 18 bar e ristoranti: dalle 18 alle 22 consentito asporto (non per bar). Aperti negozi (centri commerciali chiusi nei festivi e prefestivi). Via libera ai musei negli infrasettimanali e, dal 27 marzo, anche il sabato e i festivi. Dal 27 possibilità di riaprire teatri e cinema. Palestre e piscine chiuse.

Nella zona bianca, invece, decadono i divieti delle altre zone, anche quelle gialle, compresa la chiusura notturna. In Sardegna, unica regione italiana in questa zona, ecco cosa si prevede: ristoranti aperti fino alle 23, bar fino alle 21 e stop agli spostamenti dalle 23.30 alle 5. Possono riaprire palestre, scuole di danza (senza contatto), centri commerciali il sabato e la domenica, musei e luoghi della cultura. Aperte tutte le scuole.

Questo quello che prevede il decreto e proprio su queste direttive, Presidenti Regionali e Sindaci, lavorano costantemente.

Indipendentemente dal colore attribuito, anche quella del 2021 sarà una Pasqua blindata, infatti, con il nuovo decreto, che si sostituisce al Dpcm del 2 marzo, nei giorni intorno a Pasqua, a partire dal 3 aprile fino al 5, tutta l’Italia sarà in zona rossa. Un mini lockdown festivo, insomma, come per Natale e Capodanno 2020. I presidenti delle Regioni potranno comunque introdurre la zona rossa per alcune province nei casi in cui l’incidenza settimanale superi i 250 casi ogni 100 mila abitanti e per le aree in cui la circolazione delle varianti «determina un alto rischio di diffusività».

In data 14 marzo l’incremento nazionale dei casi è +0,66% (ieri +0,82%) con 3.223.142 contagiati totali, 2.589.731 dimissioni/guarigioni (+9.835) e 102.145 deceduti (+264); 531.266 infezioni in corso (+11.205). Ricoverati con sintomi +365 (24.518); terapie intensive +100 (3.082) con 243 nuovi ingressi del giorno.

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