Valeria Gallese, l'imprenditrice di "Aquilana"

La storia di una donna che ha trasformato il suo sogno in una realtà imprenditoriale

pubblicato il 08/03/2017 in Costume e società da Francesca Torriero
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Francesca Torriero

In questo giorno, 8 marzo, in cui si festeggiano le donne, ce n'è una che si può definire con la "D" maiuscola, che ha avuto il coraggio di andare controcorrente e fare una scelta un po' fuori dal comune: lei è Valeria Gallese, classe 1979, proveniente da una famiglia borghese dell'aquilano che ha scelto di seguire e condividere il progetto del marito, e dal quale ha preso spunto per reinventarsi con un nuovo lavoro.
Figlia di un direttore di banca e di una dipendente statale, da loro ha ereditato il senso di responsabilità; poi dieci anni fa conosce quello che sarebbe diventato suo marito, Ovidio, pastore da diverse generazioni con il quale divide la passione per la vita contadina e a contatto con la natura.
Con grande sacrificio aprono un'azienda, l"Azienda agrozootecnica Damiani", partendo praticamente da zero: ora hanno circa un migliaio di pecore prevalentemente da carne, alle quali è stato riconosciuto il marchio di agnello d'Abruzzo del centro Italia IGP; inoltre sono pecore merinizzate per la produzione di lana, e per le quali ha iniziato sin da subito a selezionare gli esemplari migliori per una produzione qualitativamente superiore.
Nel 2011 la vendita tramite un blog dei suoi primi 50 chili di lana filata bianca , un quantitativo che nel corso degli anni è andato man mano raddoppiandosi fino a raggiungere i 1800 chili di quest'anno: avendo ingrandito il suo giro di affari, la lana prodotta dall'azienda del marito e da quella del suocero non è stata più sufficiente, e quindi negli ultimi anni è stata integrata da quella acquistata dalle aziende aderenti al progetto "Pecunia", che si pone come obiettivo la valorizzazione di questo prodotto spesso sottovalutato, un progetto di cui ne è promotrice e anche vice presidente.
Così con tanti sacrifici si inventa un lavoro nuovo:  nel 2016 nasce "Aquilana" frutto di un lungo percorso iniziato nel 2011,  diventando imprenditrice di sè stessa e aprendo la sua bottega della lana nella piazzetta di Santo Stefano di Sessanio, piccolo borgo turistico nell'aquilano.
Una volta tosata la lana, viene raccolta e spedita a Biella dove viene lavata e filata, sotto il suo personale controllo, per poi essere rispedita in Abruzzo per la colorazione effettuata rigorosamente con sostanze naturali: nella sua bottega arrivano persone da tutte le parti d'Italia per acquistare i suoi gomitoli che profumano ancora di pascoli.
Ora, che si sta anche per laureare in veterinaria, affronta tutto con tanto entusiasmo senza fretta di arrivare: " Anno dopo anno, grazie alle soddisfazioni che arrivano da i piccoli risultati ho creato un reddito da una piccola idea facendola crescere"
Ma per Valeria il lavoro è solo un aspetto della sua filosofia di vita, una cultura che abbraccia tutto il suo universo femminile: "Sono sempre rimasta fedele a me stessa e alle scelte fatte, cercando di bilanciarle con tutto il resto: ho deciso di essere mamma ed essere una mamma con un'impresa è difficilissimo, ma mi sono rispettata come donna e come mamma perchè i figli e la famiglia vengono prima di tutto. Alleviamo gli animali anche per il sostentamento della nostra famiglia: non compro carne e quando ne sono sprovvista mangiamo le lenticchie che noi stessi produciamo."
Una storia d'amore che va oltre l'amore, un lavoro che non è semplicemente un lavoro, ma si tratta di una scelta di vita e di condivisione: "Io e Ovidio ci siamo trovati e abbiamo fatto e faremo tutto insieme".

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