Halloween e la sua storia

Questa festa così lontana dalla nostra cultura in realtà è molto più vicina di ciò che sembra

pubblicato il 31/10/2016 in Costume e società da Deborah Galasso
Condividi su:
Deborah Galasso

La maggior parte di ciò che sappiamo sul 31 ottobre lo abbiamo imparato da Hollywood. Sono film e serie statunitensi ad avere portato per la prima volta da noi streghe e mostri nella notte del 31 ottobre. Non che non esistano proprio per i giorni successivi tradizioni legati a santi e defunti, ma sono festività legate alla Chiesa. All Hallow Eve cioè vigilia di tutti i santi. Halloween è una variante scozzese del nome. È dunque la sera del 31 ottobre che precede il giorno del 1 novembre dedicati a tutti i santi. Questo deriva dalle popolazioni celtiche delle isole britanniche il 31 ottobre segnava la fine dell’estate e la festività era Samhain.

Il nome viene dal gaelico antico Samhuinn che indica la conclusione della stagione dei raccolti e l'inizo dell'inverno, la stagione più dura. In questa notte le anime dei morti tornavano sulla terra con streghe, demoni e fantasmi. Già nel Medioevo indossavano maschere per allontanare la morte e fare riti propiziatori. Per i pagani e i cristiani questa questa festività è legata a Satana e il 31 ottobre sarebbe anche l'inizio dell'anno delle streghe. Lo sviluppo di oggetti e simboli associati a Halloween si è andato formando col passare del tempo. Ad esempio l'uso di intagliare zucche con espressioni spaventose o grottesche risale alla tradizione di intagliare rape per farne lanterne con cui ricordare le anime bloccate nel Purgatorio. La tradizione americana di intagliare zucche risale al 1837 ed era originariamente associata con il tempo del raccolto in generale, mentre fu associata specificamente a Halloween verso la seconda metà del Novecento. Il simbolismo di Halloween include anche temi come la morte, il male, l'occulto o i mostri. Nero, viola e arancione sono i colori tradizionali di questa festa. È un'usanza di Halloween che i bambini vadano mascherati di casa in casa, chiedendo dolciumi e caramelle o qualche spicciolo con la domanda "Dolcetto o scherzetto?". La parola "scherzetto" è la traduzione dall'inglese trick, una sorta di minaccia di fare danni ai padroni di casa o alla loro proprietà, se non viene dato alcun dolcetto (treat). Trick or treat (dolcetto o scherzetto) in realtà significa anche "sacrificio o maledizione".

Esiste una filastrocca inglese insegnata ai bambini delle elementari su questa usanza: "Trick or treat, smell my feet, give me something good to eat". L'usanza di mascherarsi risale al Medioevo e si rifà alla pratica dell'elemosina quando la gente povera percorreva le vie della città andando porta per porta ricevendo il cibo in cambio di preghjeee per i loro morti. Questa usanza nacque in Inghilterra e Irlanda anche se pratiche simili si ritrovano anche in Sud Italia. Per esempio: in Calabria abbiamo il "Coccalu di muortu" pratica molto similare a quella inglese/americana, in Puglia, a Orsara di Puglia, la notte tra l'1 e il 2 di novembre si celebra l'antichissima notte del "fucacost" dove vengono accesi dei falò per illuminare la strada di casa ai defunti che in quella notte tornerebbero a far visita ai parenti, oppure ancora in Veneto e in Friuli era diffusa la tradizione di intagliare zucche con fattezze di teschio, e la credenza che nella notte dei morti questi potessero uscire dalle tombe, muoversi in processione, irretire i bambini, ed infine che gli animali nelle stalle potessero parlare. È una festa così tanto lontana ma allo stesso tempo così radicata nelle nostre radici che è diventata, col tempo, parte anche di noi. Il nostro modo di "festeggiare" rimane più blando e più tranquillo ma il dolcetto scherzetto non ce lo toglie nessuno.

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password